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Torre di Uli Biaho per i Ragni di Lecco

uli biaho

Ormai mancano pochi giorni alla partenza. Eh sì, il nostro Matteo Della Bordella, sta preparando nuovamente zaino e bidoni da spedizione. Dopo la Yosemite Valley e la Patagonia questa sarà la volta del Karakorum.

No, niente 8000… almeno per ora… Nel mirino c’è ancora una grande parete di granito, una di quelle dove c’è da ingaggiarsi sia con la libera che con l’artificiale. Solo che questa volta il giochino comincia dai 5000 metri di quota e finisce oltre i 6100!

L’obiettivo è la Torre di Uli Biaho, una delle guglie più imponenti di quelle cattedrali che ti si piazzano davanti agli occhi non appena metti piede sul ghiacciaio del Baltoro, tanto per farti capire che, nel posto dove ti stai andando a cacciare, tutto è elevato all’ennesima potenza: le distanze, la quota, la difficoltà, così come la bellezza…

Lasciamo però allo stesso Matteo il compido di presentare i suoi compagni e fornire qualche info in più su questa nuova avventura.

 

matteo della bordella

“L’idea di andare in Pakistan era nata già diversi anni fa, ma poi era stata sempre rimandata per diversi motivi… questo però sarà l’anno buono, Karakorum here we come!

 

Chi?

Oltre al sottoscritto gli altri membri del team saranno:

luca schiera

Luca Schiera, 22 anni di Erba. Di Luca ho già detto molto in occasione della nostra salita alla Torre Egger, è forse il compagno perfetto per questo genere di avventure, forte e super motivato…Speriamo di ripetere il successo della Patagonia!

 

david bacci

[David su Free Rider, Yosemite – ph. Pietro Bagnara]

David Bacci, 28 anni di Varese. David è stato il mio principale compagno di arrampicata nel 2012, lo scorso autunno abbiamo ripetuto insieme un sacco di vie sulle Alpi e condiviso insieme un fantastico viaggio a Yosemite. David è il nostro uomo per le fessure Off-Width, per lui sarà la prima esperienza di spedizione Extra-Europea.

 

saro costa

Saro Costa, 23 anni di Milano. Saro è la persona che conosco meno del gruppo e con cui ho avuto solo poche occasioni di arrampicare. Tuttavia con David ha formato già in passato una cordata molto affiatata e dal carattere e le salite effettuate sono sicuro che è l’uomo giusto per una montagna come l’Uli Biaho…Anche lui alla sua prima esperienza di spedizione Extra-Europea

 

silvan

Silvan Schupbach, 30 anni di Thun (CH). Silvan è stato il colpo di scena, l’aggiunta dell’ultimo minuto! Un alpinista esperto, forte e completo, con il quale ho condiviso diverse salite negli ultimi due anni. Poco conosciuto in Italia, ma capace di grandi salite, come l’apertura di 5 vie nuove su big wall mai salite in Renland (Groenlandia). Sarà lui a completare il team d’assalto per l’Uli Biaho

 

arianna

Arianna Colliard, 29 anni di Aosta. Ho conosciuto Arianna in Patagonia, quando era impegnata insieme ad Enrico Rosso in un tentativo di apertura di una via nuova sul Cordon Mariano Moreno. Arianna ha esperienza di trekking anche ad alta quota e ci accompagnerà nella prima fase della spedizione, con l’obiettivo di raccogliere materiale foto e video e dare una mano per l’approccio alla parete.

Cosa?

Il nostro obiettivo sarà aprire una via nuova sulla parete Sud Est della Torre di Uli Biaho (6109 m)

Quando?

Partenza 17 giugno e ritorno 10 agosto 2013

 

Come?

Pensiamo di affrontare la parete in stile alpino con due portaledge (o forse sarebbe meglio dire stile “capsula”?) Ci divideremo in due cordate alternandoci al comando; la prima cordata avrà il compito di aprire su terreno vergine, la seconda invece si occuperà di trasportare il materiale.

La parete Sud-Est dell’ Uli Biaho fino ad oggi è stata salita solo due volte: la prima risale al 1979 ed è una salita leggendaria, portata a termine in 10 giorni da un forte team Americano composto da Kauk, Roskelley, Forrest, Schmitz.

Questa via segue lo spigolo della parete per un’evidente linea di fessure e diedri. La seconda via è del 1988 e porta la firma di uno dei più grandi alpinisti italiani: Maurizio Giordani, che in 4 giorni ha salito per primo lo spigolo Sud insieme a Rosanna Manfrini, Maurizio Venzo e Kurt Walde.La nostra idea è quella di salire nell’ampia porzione di parete che c’è tra le due linee già esistenti”.

Matteo Della Bordella

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