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Tommy Caldwell su Portami Via

Sette anni dopo la sua apertura, Tommy Caldwell ripete Portami Via

 Sì, era l’estate 2005, agosto per la precisione. Arrivammo alla base del pilastro io, Dodo e mia moglie, che filmò parecchi momenti dell’apertura. Per la precisione, c’era parecchia neve, e rischiammo parecchio nell’avvicinamento, visto il peso degli zaini e le calzature assolutamente da principiante stolto.

Iniziammo io e Dodo (Domenico Soldarini), coi primi due tiri. Avevamo un problema con la punta del trapano, e ce lo portavamo attaccati all’imbrago. Per questo il secondo tiro, di 7a, non è chiodato molto lungo, anche se come bellezza ha poco da invidiare alle lunghezze più famose del Wenden.

Matteo fu “ingaggiato” dal terzo giorno, intorno a Ferragosto, di lui sapevo solo che aveva fatto a vista il Pesce da giovanissimo e tutto da capocordata, veloce come un fulmine, e che soltanto ad inizio anno era molto lontano da un livello simile. Ma stava crescendo a velocità supersonica…lui aprì la terza e quarta lunghezza ( giudicate extremely engaging da Tommy), poi su L5 iniziai io, proseguì lui, diedi il cambio io e terminò ancora lui. Con una serie di peripezie ( nove miei voli, due suoi, la sua calata su cliff di 15 metri che se fosse saltato…non ci sarebbe stato più!) che viste oggi sembrano come allora: esagerate, ma proprie del nostro carattere. Le ultime due lunghezze sono facili, ovviamente da scalare senza guardarsi indietro.

palma su portami via

Non usammo i Friends, in apertura, perchè Manolo mi aveva detto che era più etico, mettendo il ripetitore allo stesso livello dell’apritore. Ha ragione, ma da allora abbiamo preferito essere più coscienziosi almeno in questo…sia Tommy che Steck e Anthamatten li hanno usati.

Il 4 Settembre affrontammo la via per la RP, davanti Matteo e “Dade”, da fargli da secondo, dietro io e Svab. Erik rimase senza fiato a vedere Matteo cadere due volte da oltre dieci metri addosso a “Dade”, sul terzo tiro (7c+, già liberato, ma quel giorno Matteo avvertiva un po’ di tensione),, per poi salirlo al terzo tiro. Io salii i primi due tiri, poi il terzo toccava a lui. Arrivò dopo un po’ di resting alla sosta stremato dalla tensione. Su questo tiro Tommy è riuscito a mettere un Friend in un buco ( a good one. No, Tommy, was no so good, commenta Luca Schiera. No good? Really. Yes, Tommy, was no good. Ah. Well, I was more quiet with that friend, so it was good).

Mentre io ero sul traverso sprotetto di 6c del quarto tiro, Matteo arrivò in doppia, e cominciò a parlare in maniera molto concitata. Era contuso, e capimmo non subito che si era rotto un appoggio sul quinto tiro, nella parte iniziale (quella che avevo aperto io), cadendo di schiena. Urlò che soltanto un metro dopo sarebbe morto per l’impatto. Scendemmo, Erik disse che in tutte le Alpi non aveva mai visto una via così, e poi a metà Ottobre, in due giorni, Steck e Anthamatten la salirono in RP, proteggendosi con vari Friends.

Tommy ha fatto un capolavoro: a metà del quinto tiro si è perso, come successo a Ueli. Ma invece di fermarsi ha battagliato, tornando indietro più volte ma senza mai appendersi, infine decidendo di avanzare, aprendo una variante di quasi 30 metri a microfriends, secondo lui di 7b, lasciando Luca Schiera in sosta e noi in basso col fiato sospeso ( avrebbero tenuto, su calcare strapiombante, i microfriends? Il volo era assolutamente vietato). Un gesto da fuoriclasse, di tenacia, volontà, coraggio. La lunghezza originaria è di 7c+, con l’obbligato di 7b, ma aprire una variante in quel modo e su quel terreno…applausi a scena aperta. Un grande.

Anche se Portami Via è molto corta, e quindi sia Coelophysis che Infinite Jest sono complessivamente più impegnative e forse con lunghezze paragonabili in quanto a rischio, quell’avventura del 2005 costituisce un marchio indelebile sulle nostre esistenze, e vedere il numero uno al mondo delle Big Wall cimentarsi in quel modo sulla nostra avventura è stata un’emozione quasi uguale. Per un’ora e mezzo abbiamo trepidato per Tommy, sperando che trovasse la sosta, che riuscisse a uscire da quella situazione. Ci ha fornito una lezione di classe, umiltà e anche humour. Ecco lo scambio di battute al parcheggio, alle 20.30, appena tornato

Matteo ( guarda Tommy che mangia, ha quasi timore a fargli la domanda)

Tommy…hai voglia di fare una via domani?

Lui ( mentre mangia il piatto di pasta, serio). Sì, certo.

Matteo ( tono piuttosto basso…) Ci sarebbe una via di Larcher e Vigiani, due scalatori italiani bravi e famosi. La Svizzera

Tommy ( molto, molto serio): E’ una via mortale come quella di oggi?

Matteo (un po’ a disagio). No, Tommy, non la conosco ma…non credo. Abbiamo visto Larcher tornare indietro da un suo tiro, una volta., un 7b+, ma era stanco.

Tommy ( sempre serio, con tono gentilissimo) Lo tiri tu quel 7b+?

Matteo ( mezzo sorriso, imbarazzato). Va bene, Tommy. ( pausa) Ho anche un altro dubbio…danno temporali verso le cinque…

Tommy ( finisce la forchettata di spaghetti, alza la testa, sempre molto serio): moriremo, nel caso di temporali?

Matteo ( non sa che faccia fare) ma no, Tommy ci si cala in doppia.

Ah. Ok, andiamo a fare quella via.

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