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Tommy Caldwell su Coelophysis

Mikey Schaefer ha un sito spaziale, http://www.mikeylikesrocks.com/ , e un canale Instagram con qualcosa come 30.000 followers.

Insomma, è uno che gira, scatta, e la gente ama le sue foto. Ne ha viste parecchie, diciamo.

Tramite Matteo, scopro questa foto, del tentativo di Tommy Caldwell e Sonnie Trotter su Coelophysis. Tommy e Sonnie sono stati bloccati dalla pioggia all’ottavo tiro, finora Coelophysis si è lasciata terminare solo da Paolo Spreafico e Alessandro Passoni ( grandi!! Anche se Paul consiglia a tutti di non andarci…), altri ripetitori hanno trovato bagnata la parte alta o sono stati fermati da vari motivi, è una via complessa e necessita anche di un po’ di fortuna.

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Beh, Mikey ha commentato così lo scatto: “Had another absolutelu magica day up at the Wendenstocke with Tommy Caldwell and crew. Words can’t describe this pitch”

E seguono decine di commenti entusiasti alla foto.

Beh, lasciatemi dire, mi sono quasi commosso. Dietro quella via io e Matteo ci abbiamo lasciato 25 giorni in parete, diluiti in tre anni, e un sacco di giornate perse perchè arrivati sotto la parete c’erano problemi. Forse anche il mio problema alla schiena è iniziato lì, i famosi recuperi saccone. La coincidenza c’è. E quel tiro…beh, l’abbiamo aperto io e Teo, il secondo anno di apertura. Lui non era proprio un figurino, eh…tornato dagli Usa, ci mise molto, molto tempo per perdere alcuni ( eufemismo…) Kg in eccesso.

Partì lui, e siccome la forza nelle dita ce l’ha, mi sorprese perchè lasciò la sosta con gran spunto e con un passaggio che non è proprio un sesto grado…poi io diedi il cambio, prese generose in strapiombo e via lungo verso destra…chi mi ferma più? E invece lo strapiombo terminava ad un muro liscio. LISCIO. E quando dico liscio, dico proprio il muro di casa vostra.

Siamo fottuti, dissi.

Alla sinistra c’era Pitelka che con un amico ripeteva la sua Gemini, e guardava perplesso. Molto perplesso. Era chiaro che pensava che non saremmo andati da nessuna parte.

Dopo un casino di tribolazioni tentando in vari modo il muro liscio ( poco a destra, poco a sinistra, niente. Poi magari Ondra lì avrebbbe tirato fuori l’8c obbligato su placca, chi lo sa. Bastava alzare la gamba sopra l’orecchio e tallonare su ali di mosca) traversai orizzontale a sinistra, Pitelka sempre più perplesso ( penso abbia temuto che mi stessi dirigendo con il padre di tutti i traversi sulla sua via) e poi diedi stremato il cambio. Teo si raddrizzò e avanzò di un amen, lotta furibonda di equilibrio e parecchio patema, e poi mise la sosta. Aprendo poi un tiro corto sulle rigole con le quali si increspava, sempre più generosamente, il muro liscio.

Fu l’Adry, Selva, a dire, per me questa sosta si può liberare. E molto tempo dopo ( e molti kg in

meno dopo…), Teo liberò la lunghezza, di 35 metri esatti. 8a+

Coelophysis è molto più una storia di autocontrollo, soprattutto dal nono tiro in poi ( anche se fin da subito, è chiaro, stiamo parlando di una via da cercare), che di difficoltà, visto che oggi l’8a+ non è certo un problema per migliaia di scalatori. Vedere una foto di Tommy Caldwell sullo stesso tiro mi lascia…che dire, un misto di orgoglio ed emozione. E Sonnie Trotter…quello di Cobra Crack, dei 9a…va beh, che dire. Roba da non crederci.

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