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Un ricordo del 66esimo Corso Roccia dei Ragni

Come tradizione vuole ecco il resoconto dell’annuale Corso Roccia dei Ragni, affidato alla penna di uno dei nostri allievi.

Vivere la montagna intensamente

di Nadia Ferrari

Da pochi giorni si è concluso il 66° Corso Roccia , patrocinato dal Cai sezione di Lecco, e tenuto dai Ragni della Grignetta.

Sono stati giorni densi di emozioni sia per me, sia per mio marito che mi ha affiancato in questa avventura e sicuramente per il gruppo di ragazzi di varia età che hanno partecipato al corso. Ci siamo trovati, così per caso, ma siamo diventati subito un gruppo unito, spinti dallo stesso desiderio: la voglia di arrampicare sulle vie a più tiri.

Ognuno di noi, umilmente, ha portato il proprio bagaglio di esperienza pronti a mettersi in gioco, pronti a misurare i propri limiti nell’eterna sfida contro la forza di gravità, ma soprattutto con la voglia di imparare a scalare senza incorrere in inutili rischi. Ci siamo messi nelle mani di coloro che amano la montagna e ne conoscono le mille sfaccettature, anche le più insidiose, perché amarla significa accettarla così com’è.

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La montagna infatti non va mai sottovalutata, non puoi improvvisare, lei non ti perdona, è quindi necessario avere una preparazione adeguata per capire fino a che punto poterla sfidare.

Il corso roccia è stato strutturato in due parti: sei lezioni teoriche (materiali – topografia – orientamento – pronto soccorso – allenamento – storia dell’alpinismo – alimentazione) e sette pratiche su vie alpinistiche a più tiri con un weekend ad Arco di Trento.

Nella prima serata di incontri teorici, appuntamento del giovedì sera, il presidente del Cai Lecco Alberto Pirovano e Silvano Arrigoni, Istruttore Nazionale di alpinismo e direttore della scuola, hanno subito chiarito che l’obiettivo principale del corso è insegnare ad arrampicare in sicurezza con un buon grado di autonomia.

Durante le uscite pratiche, Silvano e gli altri istruttori hanno spiegato i principi fondamentali della catena di sicurezza: come usare l’attrezzatura, le protezioni, come montare una sosta, fare i nodi e come eseguire le manovre di discesa in corda doppia. Insomma tutto quello che serve per raggiungere un certo livello di autonomia e sicurezza, per poter apprezzare la salita, ma anche la discesa!

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Ci siamo resi conto che affrontare le vie lunghe non è come salire e scendere in un monotiro, ma è come fare un piccolo viaggio, la cordata deve essere autonoma per adattarsi a situazioni diverse, a seconda del materiale, della configurazione della via e delle opzioni di uscita.

Abbiamo vissuto la montagna in prima persona scoprendo posti suggestivi di rara bellezza, dalle vie all’Angelone agli spettacolari Torrioni Magnaghi, dal superbo granito della Val Masino alle imponenti Placche Zebrate di Dro.

La montagna ci ha coinvolto sempre di più, durante la scalata provi ogni tipo di emozione: ansia e paura arrivano all’improvviso, ma quando riesci a sconfiggere gli ostacoli e gioisci, grande è la soddisfazione per averla addomesticata e fatta diventare tua amica.

Ma a chi dobbiamo tutto questo? Ai mitici Ragni della Grignetta capitanati da Silvano Arrigoni , leader carismatico, puntuale in ogni suo intervento e agli istruttori Dante, Carlo, Pier, Pino, Luca, Dimitri, Massimo, Matteo, Marco, Mario, Chiara, Simone e Daniele.

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Tutti si sono dimostrati persone davvero speciali, preparate tecnicamente e con tanta esperienza sul campo, ma soprattutto in grado di sostenere gli allievi nei momenti difficili. Con enorme dedizione ci hanno preso per mano, cercando di capirci quando sono emerse nel momento critico le debolezze, quando la testa dice di rinunciare e non vedi la soluzione per andare avanti.

Quello dell’arrampicata su vie è un percorso di crescita, non solo fisica, ma soprattutto interiore, che allena la mente a mantenere il controllo nelle situazioni difficili, a superare gli ostacoli così come nella vita e a renderti più forte.

E’ stata un’esperienza unica, travolgente che è servita a farci crescere e apprezzare ancor di più l’arrampicata, ma soprattutto abbiamo conosciuto tante persone speciali che come noi amano vivere la montagna intensamente!

I miei personali ringraziamenti vanno a Silvano per il suo occhio vigile, che mi ha fatto sentire sicura nei momenti difficili, ma anche per le sue colorite sgridate che mi hanno spronata a superare i miei limiti e a dare di più.

Grazie a Pino per avermi aiutata, a volte anche tirandomi di peso nei passi più impegnativi, infine ringrazio Dante e Carlo per l’infinita pazienza e le emozioni vissute insieme.

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