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QUELLO CHE NON SI VEDEVA

Non avevo dubbi sull’ennesimo successo della nostra serata perchè ormai è dal 2013 che “sforiamo” la capienza di qualunque teatro che ci ospita. Ma non è di questo che voglio scrivere.DSCN9872

Foto: Caterina Franci

Questo è ormai un dato di fatto, questo post è più personale e riguarda noi che stiamo insieme agli atleti.

Abbiamo fatto uno sforzo collettivo molto elevato, negli ultimi 9 mesi, che ha convolto diverse persone. Tante prese nuove, possibilimente grandi o voluminose, l’area di allenamento, la presenza dei Cubi, il nostro studio di metodologie. L’entusiasmo non è cresciuto, quello c’era a livelli massimi già quando sono arrivato per sostituire Cristiano Cariboni, che mi precedeva. Impossibile avere a cuore dei ragazzi più di quanto facesse Cristiano, si poteva solo sperare di eguagliarlo. Non so neppure se ci sia riuscito, ma siamo simili io e lui. Siamo capaci di non dormire, se qualcosa non va o non funziona nelle cose che facciamo, e non è mai una questione di soldi ( altrimenti, avremmo proprio sbagliato tutto).

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All’inizio doveva essere un video, ed ero preoccupato perchè avevo in mano delle riprese professionali, quelle di Marco Zanone, e quindi in teoria dovevo essere all’altezza del video di tre anni fa, montato con riprese professionali. Ma tecnicamente non ero assolutamente in grado di arrivare a quel livello lì, e questo pensavo mentre cominciavo a guardare il materiale.

E’ stato guardandolo, che ho avuto la folgorazione: Marco (Zanone), non aveva semplicemente ripreso delle arrampicate. Aveva INQUADRATO volti, gioie, scoramenti, liberà, piccoli dolori. Aveva fatto della auto regia, e d’altronde sta studiando per quello (e sono sicuro che non è un semplice studente…insomma, è uno che già adesso vale un casino, molto di più di tanti operatori navigati) e lo uso, per lavoro, proprio perchè non è un semplice operatore. Lui sa cogliere l’attimo fuggente.

Al che mi sono detto, proviamo a fargli dire qualcosa, a ‘sti bambini.

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E qui è arrivata la sorpresa, le sorprese. Melissa, Valentina, Marghe…le abbiamo intervistate io e Marco, in gg diversi, e non potevamo crederci. Domanda, risposta, buona, anzi SUPER, la prima. Altro che certi adulti…

Per quello mi sono detto, ma qui viene fuori qualcosa di più di un video. Qui se mi ci metto, viene fuori un documentario. La nostra storia. Una storia che può interessare.

Sono bravo a raccontare le storie, a scriverle. Queesta è la parte più facile, per me. Ho in testa migliaia e migliaia di musiche e modi di raccontare, scrivere una sceneggiatura per me è facile. Non sarei mai stato capace di fare delle riprese come quelle di Marco, e non mi era venuto da subito in mente di fare un documentario perchè…chi l’avrebbe mai pensato che dei bambini avrebbero risposto così bene…

Ora spero che il documentario abbia una certa diffusione, ci stiamo pensando. Si è avvicinato Salini, un amico, e mi ha detto, è quello che mi è piaciuto di più, perchè ho fatto la stessa cosa con i bambini nello sci, mi ci sono ritrovato.

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Ed è qui che termino questo post; negli ultimi due anni ho incontrato gente pazzesca, nel campo delle ASD. Polisportive che si reggono su tre o 4 persone che tutte, ma dico TUTTE le sere e tutti, ma dico TUTTI, i week end, sono dietro a bambini e ragazzi che fanno sport. Centinaia. Così da anni. Sono tanti Cristiano, insomma. Come me, come Cirstiano, ci perdono tempo e non solo, ma sono felici. Loro mi sa proprio che ce ne perdono molto di più, e sono perfino più felici. Alla fine, nel documentario, volevo far vedere 7-8 temi, alcuni inerenti all’arrampicata, alcuni inerenti all’età, alcuni inerenti alla vita. Uno l’ha immediatamente individuato il Giga, emozionato, sul palco, alla fine della proiezione: questi bambini seguono un percorso che è lo stesso di chi va in Patagonia o a Baffin ad aprire una via. Un percorso intenso, ma così intenso, che lo capiscono in pochi.

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Quei pochi siete voi 600, e le migliaia che ci seguono e non possono venire alle serate. Per tutti gli altri siamo dei perditempo noi, e dei perditempo i piccoli atleti. Per questo ho messo quella frase, alla fine del Documentario. Avevo finito la 19° versione, e mi è venuta fuori così

Dice così:

QUANDO VEDI UNA CERTA LUCE IN UN GIOVANE…

NON DIMENTICARE MAI CHE QUELLA LUCE L’HAI AVUTA ANCHE TU

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