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Patagonia: le immagini e la cronaca delle salite di Della Bordella e Schiera

in cima alla silla

 

 

inglese

 

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Dove eravamo rimasti?

Con le stringate anticipazioni della scorsa settimana abbiamo dato una prima panoramica delle salite realizzate dai Ragni in questa difficile stagione patagonica. Ora è tempo di dare spazio ad una cronaca più dettagliata e voce ai protagonisti.

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Cominciamo dalla bella salita messa a segno dal trio Matteo della Bordella, Luca Schiera e Silvan Schupbach che, all’arrivo della tanto sospirata alta pressione, non sono certo rimasti fermi a guardare il loro progetto sul Torre, ancora imbiancato e inagibile (vedere foto nella gallery). Il loro piano “B” prevedeva la salita della via Californiana al Fitz, solo che per arrivarci hanno deciso di prenderla un po’ “alla larga”, passando prima per la vetta della Silla: in tutto 3 giorni di salita e 1 giorno per il rientro, con circa 1800 metri di scalata fino al 6°+ e M4/5, di cui 400 metri di terreno vergine lungo le ostiche placche di misto e i canali che dalla base della Silla salgono verso il Col de Los Americanos, in uno degli angoli più selvaggi del massiccio.

Luca, Matteo e Silvan con questo concatenamento hanno sicuramente realizzato una delle più importanti salite patagoniche della stagione, ovviamente dopo lo strabiliante exploit messo a segno dai fantalpinisti Caldwell e Honnold, con la loro traversata completa del gruppo del Fitz.

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Ecco la cronaca della salita nelle parole di Matteo:

 

Californiana Sit Start

“Siamo rientrati ieri sera io e Silvan. Luchino, invece, da vero amante della natura ha voluto godersi un ultimo bivacco sotto le stelle, non certo perché era troppo stanco per tornare a casa, ma solo per il puro piacere di dormire fuori…

Avevamo già escluso a tavolino il piano A Cerro Torre, in quanto la parete era troppo sporca e carica di neve per consentire un tentativo serio; quindi piuttosto che partire per una salita dove sapevamo già che non avevamo possibilità di arrivare in cima, ma solo per dire di averci provato abbiamo preferito tentare un progetto realizzabile.

E’ così nato un piano B che prevedeva diverse varianti: fondamentalmente eravamo attirati dall’Aguja de la Silla e dalle sue pareti Ovest e Nord Ovest, che sono tra le più remote e di difficile accesso della Patagonia e poi, non avendo nessuno di noi 3 mai salito il Fitz Roy, avremmo voluto salire anche quello.

Siamo quindi partiti martedì da Chalten con l’idea di andare il giorno successivo alla Silla e vedere se c’era la possibilità di aprire una nuova linea e poi valutare anche l’opzione di andare in cima al Fitz Roy dalla Californiana.

Il primo giorno, che avrebbe essere dovuto quello dell’avvicinamento è stato il più duro dell’intera salita, in quanto l’avvicinamento, che percorre la prima parte dell’Hombre Sentado, forse anche perché non era nelle condizioni ottimali, si è rivelato già in sé una via vera e propria, con diversi tiri di misto e roccia dove a causa della neve e del ghiaccio abbiamo dovuto ricorrere anche all’artif…

Alle 20 ci siamo fermati per bivaccare su una cengia alla base della Silla ed abbiamo analizzato le possibilità per il giorno successivo. Alla fine non siamo riusciti ad individuare dal basso nessuna linea nuova sulla Silla che ci stimolasse: la parete Ovest vera e propria, ripida, compatta e senza cenge, ci sembrava impossibile per noi senza una portaledge, mentre la parete Nord Ovest si presentava a prima vista scagliosa e senza una linea continua di fessure e lame dall’inizio alla fine.

Così abbiamo deciso di percorrere il canale che porta al Col de Los Americanos (il colle tra Silla e Fitz Roy), che abbiamo raggiunto verso le 14, dopo anche qui diversi tiri su misto e roccia. Dal colle abbiamo poi continuato per lo spigolo Est, con 5 tiri di piacevolissima scalata su roccia fino in cima alla Silla e siamo poi ridiscesi per bivaccare alla base della via Californiana al Fitz.

Il terzo giorno è stato il più duro dal punto di vista delle temperature: la Californiana, infatti, rimane per quasi tutto il giorno all’ombra e, a dispetto delle difficoltà sulla carta, presenta una scalata piuttosto severa ed impegnativa. Scalare con 3 strati, primaloft, gore tex, scarponi ed uno zaino di 20 kg in spalla su 6a strapiombante è comunque un’esperienza divertente, aldilà delle bestemmie del momento…

 Siamo arrivati così a bivaccare verso le 20.30 a meno di 100 metri dalla cima del Fitz Roy.

Quarto giorno: cima di prima mattina ed eterna discesa a Chalten che abbiamo raggiunto in tarda serata.

Abbiamo chiamato la nostra combinazione Californiana sit start, 1800 m 6a+ C1 M4/5

Dopo tanta attesa finalmente tempo spettacolo anche se con pareti in condizioni non ottimali!

Alé! Viva la Patagonia! Grandi Silvan e Luchino!”.

 

Negli stessi giorni in cui Matteo, Luca e Silvan realizzavano il loro concatenamento anche Davide Spini e i suoi due compagni (Mirko Masè e Bruno Mottini) sono riusciti in una veloce salita al Fitz Roy lungo la via Californiana, con discesa notturna dalla Franco-argentina.

Il vero obiettivo della loro spedizione è rimasto ad attendere (e resterà ancora top secret per almeno un annetto…), ma con un meteo balordo come quello di quest’anno tornarsene a casa con una cima come il Fitz è già gran cosa. Giocarsi questo jolly quando l’aereo per l’Italia praticamente sta già rombando sulla pista aggiunge al tutto un pizzico di soddisfazione in più!

Tutta la gioia di questa avventura traspare dalle parole che chiudono la mail che Davide ci ha inviato subito dopo il rientro dalla salita: “Qui le montagne sono proprio grandi!”.

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cartolina torre 1974 - 2014

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