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PARETI del MONDO

Ho l’ambizioso progetto di creare video e archivi fotografici sempre più belli per il gruppo. Così continuo nello sforzo di dotare i nostri ragazzi di attrezzature, che però per certe spedizioni (vedi Baffin) devono essere per forze leggere, poco ingombranti, e di facile utilizzo.

Gli alpinisti estremi arrivano dove non possono arrivare la maggior parte dei fotografi e filmmaker, mi vengono in mente pochissimi nomi (il nostro Riky Felderer, Jimmy Chin, Renan Ozturk…) capaci di filmare ad altissimo livello in certe zone.

Io ho pensato di istruire alcuni dei nostri (i volenterosi!!) su come produrre materiale di altissima qualità con macchine molto semplici, e piccole. Il risultato è che dalla spedizione di Baffin, per esempio, sono stati creati 16 Timelapse di alto livello, dopo un lavoro molto lungo e corposo di mio figlio Yuri, che saranno usati dal regista che farà il film della spedizione. Ne sono stati usati tre in questo video, insieme a uno di Dimitri, un altro che si è prestato a questo gioco che, vedrete dalla prossima serata Maglione in rosso, farà avere ai Ragni lavori ancora più ad alto livello. In questo video, si spazia appunto da Baffin alla Marmolada, dal Titlis ai luoghi della Pietra del Sud, dalla Val di Mello alle Tre Cime di Lavaredo. Con una qualità che…giudicate voi. Invece, più sotto, per i più curiosi, le specifiche della macchina foto-video ideale per un alpinista….

 

LA MACCHINA FOTO-CINE IDEALE

Esiste? Ci siamo vicini, ben sapendo che ovviamente l’appetito vien mangiando e quindi fra due anni uno potrebbe dire, eh però…

Comunque ecco un vademecum di specifiche ideali, sta a voi accettare uno piuttosto che un altro compromesso fra varie marche

1) Compatta

Inutile girarci intorno, l’alpinista non ha tempo nè voglia di cambiare obbiettivi, e spazio e peso sono tiranni. A Baffin i nostri hanno calcolato il peso da portare al grammo…e anche in parete in giornata, quando scalate sul difficile e dovete tirare su un sacco, 200 o 400 gr non è la stessa cosa…

2) fuoco: deve avere più punti possibili su cui raggiungere il fuoco automatico con la massima velocità possibile…insomma, capacità di messa a fuoco in velocità e precisione. In parete ti muovi, da appeso…stiamo parlando di alpinismo tecnico, dove si scala

3) Deve avere un f più basso possibile, idealmente 1.8 intorno ai 50mm effettivi, insomma.

4) Sarebbe bello se avesse un Burst raw, attualmente noi ne abbiamo una da due anni che scatta 40 volte in Raw a velocità 60fps. Fanno quasi due secondi di video…quale macchina arriverà prima ad almeno 125 scatti in Raw? ne è appena uscita una che arriva a 71…

5) Massima accessibilità a controlli esposizione e diaframma. Lo so, lo so, l’alpinista ama l’automatico, ma non si sa mai, magari anche la testa più dura capisce la differenza…nel caso, se veramente è immediato girare due rotelline, e SE il display è fatto come Dio comanda, ovvero, quello che ci vedete dentro è quello che poi si avrà come clip…

6) durata batteria. Confrontate bene, l’alpinista ha mica la presa di corrente in parete, e se è alpinismo vero, il campo base è quello che è…Ovvio, ci sono metodi intelligenti di ricarica, ma al freddo e nelle 24 ore la batteria deve durare…

7) Quanto video in 4K contiene? Ah, mi chiedete perchè proprio in 4K…semplice, è meglio del FHD da ogni punto di vista, e inoltre un FHD ricavato da un 4K è un’altra cosa. Avete sentito qualche alpinista di nome dire che il 4K non serve a nulla? Semplice, ha detto un’idiozia, come tante altre volte. Chiedete a Alaistar Lee e J. Chin…

8) Slow motion. Occhio a chi vi vuol fregare, spesso le specifiche di altri fps sono da verificare come qualità. Si leggono di 1000fps, ma magari da schifo e neppure in 720p…ideale? 120fps in 4K, al momento non siamo vicini. Però un 60fps in 4K e 120fps di ottima qualità a FHD…è tanta roba, direbbe un giovine

9) Impugnatura. Occhio, va tenuta anche con guanti, mani fredde, etc etc. provatela anche da questo punto di vista…

10) Dimensione sensore: sotto 1″…mmmm

11) leggete sui tutorial e test Youtube, comportarsi bene a 800 ISO sarebbe auspicabile, a volte si è esposti a Nord e sta arrivando il buio, e avete la clip dell’anno da girare…

12) Filtro ND integrato. un 3 stop in meno da poter applicare quando c’è una luce acceccante, tipo su ghiacciaio, è un bell’andare

13) Raffica di Jpeg. Non male avere dai 10 in su, soprattutto se ci sono passaggi dinamici. Una foto su 1, oppure su 10, oppure su 15, da scegliere per il passaggio della vita…eh, fa la differenza. Se poi la raffica è in Raw, tanto ma tanto meglio

14) Magari avete la fortuna di conoscere qualcuno che sa lavorare sul colore, e allore vi chiederà di filmare con un certo profilo colore. Magari in flat (quindi, c’è il nome Log dentro. Vlog, SLog, etc etc), che significa clip sul grigio, a vederle appena scaricate sul PC (Oddio, che ho fatto??), ma poi magicamente superbe dopo opportuna cura del colore, come appunto nel video di questo post. Oppure ci sono profili colore scaricabili che vanno già bene in molte occasioni, con consigli. Vi fate impostare e consigliare dall’amico sapiente della situazione, e non dimenticate che la color correction (lavoro sul colore su singola clip), e più in dettaglio la color grading (ovvero, lavoro sul colore su tutto un video), è a volte oltre il 50% del valore di quello che state guardando…e non ho esagerato…ma neppure il Dio dei colorist può fare molto su clip saturate in partenza

Ovvio, se siete sponsorizzati Red Bull e avete Jimmy Chin con voi con una Red, cancellate tutto…

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