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Luigino Airoldi, il vagabondo delle montagne – Ragni di Lecco

luigino Airoldi

Luigino Airoldi è uno dei pilastri del Gruppo Ragni. Al suo attivo almeno una quarantina di spedizioni fra le montagne di tutti i continenti e anche qualche vagabondaggio via mare, come l’avvincente navigazione antartica sulla San Giuseppe II, un’avventura nell’avventura. Il suo viaggio era cominciato diversi mesi prima in Alaska. Lì aveva vagato per quasi due settimane su un ghiacciaio, disperso dopo aver raggiunto la vetta della montagna che stava scalando. Quando tutte le speranze sembravano perse fu fortunatamente recuperato da un aereo militare canadese.

Dal Canada venne riportato negli Stati Uniti, pronto per tornare a casa. A New York però lo raggiunse una curiosa notizia da parte dell’ambasciatore italiano: una nave italiana sarebbe arrivata entro un paio di mesi a Ushuaia. Il vascello era diretto in Antartide e il capitano cercava un uomo per rinforzare l’equipaggio.

Luigino non si lasciò sfuggire l’occasione per diventare marinaio.

La barca su cui si era improvvisato marinaio Luigino ( mai precedentemente stato su una barca…) era la San Giuseppe II, la prima nave italiana a raggiungere le coste del Polo Sud nel 1970. Più che una nave la San Giuseppe II era una piccola barca a vela con uno scafo in legno di circa 11 metri. Con essa il Comandante Ajmone Cat e i suoi tre uomini d’equipaggio, salparono dal porto di Anzio, per poi attraversare tutto l’Atlantico, diretti all’estremo sud del continente americano.

Il conto delle attrezzature tecnologiche di bordo è presto fatto: un piccolo motore a elica, utile solo per le manovre d’attracco, una radio, “defunta” poco dopo la partenza, una pompa di sentina a motore, semi funzionante, e una a mano… perfettamente funzionante! Niente radar, troppo ingombrante per le piccole dimensioni della San Giuseppe, e per tracciare la rotta solo bussola e sestante.

Nei mesi successivi navigò fra i mari più pericolosi del mondo, doppiando Capo Horn e attraversando lo Stretto di Drake fino alla costa antartica, dove si concesse qualche giretto sulla terra ferma con la scalata di diverse cime inviolate. Tutto da scorrere lo slideshow sottostante

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Tra pochi mesi uscirà il libro Le scalate e le esplorazioni di Pier Luigi Airoldi, il nuovo libro di Christian Roccati, pubblicato da “Alpine Studio” nella collana “Orizzonti”, con la prefazione dell’alpinista polacco Krzysztof Wielicki.
Ci fa piacere poi segnalare la sua intervista inserita nel sito del nostro partner Passion&Power:

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