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La gallina dalle ovaie d’oro: una via che nasce per caso ma forse non troppo…

gallina ovaie oro 1

Nasce di sicuro da quella fessura che si vede ogni volta scendendo la Val di Mello, nasce dal vuoto che hai sotto il culo in quella piccolissima parte di Kundalini esposta verso le Placche del Giardino dove viene naturale pensare: che figata sarebbe scalare qui sotto (a me viene naturale, ma forse non è così per tutti). Nasce da una caldissima giornata estiva quando stavo girovagando con Giulia per fare una via e mi sono trovato a mezzogiorno sulle placche di Lunaria e quasi, come se un colpo di sole mi avesse dato alla testa, mi è sembrato di intravedere le prese di una nuova linea. Ed infine, nasce da qualche giorno passato a giocare su quel muro.

Contattare i miei compagni è stato facile e bellissimo:

In primis Marchetto (al secolo: Marco Zanchetta), lui lavorava allo Stravedè, io ero lì a bermi una birra assieme a Giulia, lo stesso giorno dell’esplorazione, e gli dico: «Marco domani andiamo ad aprire una via? Un fessurone sopra le placche del giardino?» «Ok!» «Ah figo, vuoi vedere una foto?» «No no Paolo, ora non ho tempo, sto lavorando, però mi fido, ci sono» «Ah ok perfetto, va beh appena hai tempo mi faresti un’altra birra?!».

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Simile con Giacomo (Regallo): chiamandolo al telefono «Jack domani via nuova, con Marchetto, il fessurone sopra le placche del Giardino, ti unisci?» «Certo, ci sono, ora però ti lascio che ho la bambina che piange» «Ah ok… ciao ciao».

E da ultimo Luca (Vallata), il “foresto” arrivato in Val di Mello con un giorno di ritardo, già da un mesetto avevamo programmato una nostra micro vacanza assieme. Con lui l’opera di convincimento è stata, se possibile, ancor più facile: «Luca abbiamo iniziato ieri ad aprire una via in Val di Mello, continuiamo assieme?» «Si!».

gallina ovaie oro 2
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Abbiamo passato quattro divertenti giorni in parete tra apertura e pulizia, cercando di essere etici ma non “infami”, lasciando un po’ di pepe per scalare da una protezione all’altra, ma cercando di creare comunque una via che venga ripetuta in futuro; perché quel fessurone è magico, unico e va ripetuto. Dopo il fessurone obliquo, la linea attraversa un muro strapiombante a prese che si innesta naturalmente ad uno spigolo aereo che si staglia a pochi metri dalla cascata e termina esattamente sul piccolo abete, utima sosta della via Kundalini.

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