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KAYAK & CLIMB IN GREENLAND

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Una spedizione “by fair means” sulle big walls della Groenlandia

 

L’ obiettivo finale di questa spedizione è aprire una via nuova su una parete di oltre 1000 metri chiamata “Shark’s thooth” sulla costa Nord-Est della Groenlandia, ma per arrivare anche solo a toccare la roccia questa volta la strada sarà lunga.

 

Il concetto “by fair means” si applica a diverse discipline e si tradurrebbe letteralmente in italiano con l’espressione “con mezzi leali”. E’ un espressione che assume diversi significati a seconda dell’ambito a cui si riferisce. Nel nostro caso “by fair means” significa che, a partire dall’ultimo punto civilizzato, proveremo a cavarcela solo con le nostre forze, senza aiuti esterni o mezzi motorizzati per le varie fasi di avvicinamento e salita della parete.

 

Partiremo da Ittoqqortomiq, un piccolo villaggio di pescatori Inuit, il più a Nord sulla costa Est Groenlandese e percorreremo l’avvicinamento alla parete prima con i kayaks poi a piedi.

Shark-Tooth
Photo by Mikhaylov & Ruchkin fonte www.planetmountain.com

 

La nostra idea è quella di partire da questo villaggio caricando sui kayaks tutto il necessario per scalare questa parete e sopravvivere nel territorio ostile della Groenlandia per 30 giorni; percorrere circa 200km di mare e quindi a piedi i circa 30km rimanenti per arrivare alla parete.

 

Saremo in 3 a partire: io e il mio ormai abituale compagno di avventure Silvan Schupbach e Christian Ledergeber, ragazzo Svizzero, amico di Silvan.

general mapmap

 

Abbiamo deciso di raccogliere una sfida enorme e piena di incognite, ma d’altronde l’avventura totale, l’esplorazione e l’incertezza del risultato è proprio quello che noi cerchiamo. Oltre alla parete, che già di per sé rappresenta un obiettivo alpinistico di valore assoluto, anche se fosse avvicinata in elicottero, dovremo confrontarci con tante altre problematiche legate al nostro tipo di approccio, per esempio la limitata capacità di carico dei kayaks che ci constringerà a ridurre al minimo l’attrezzatura che porteremo, i problemi legati alla navigazione in queste acque (a maggior ragione considerando il fatto che non siamo esperti kayakers), il tempo e le condizioni atmosferiche, il pericolo dell’orso polare, la comunicazione con l’esterno.

 

Nei prossimi post entrerò poi nei dettagli di come affronteremo ciascuno di questi problemi.

 

 

 

Dieci anni fa leggevo i libri di Stephan Glowacz, in cui il famoso arrampicatore ed alpinista tedesco raccontava dei suoi viaggi e delle sue scalate sulle pareti più selvagge e remote del mondo. Glowacz è stato il primo a tentare di scalare pareti e montagne di difficoltà rilevanti percorrendo l’avvicinamento con i kayaks; e non ha certo avuto molti seguaci vista la complessità e le difficoltà che quest’approccio presenta.
Ai tempi potevo solo sognare di avere un giorno la possibilità di vivere un’esperienza simile. Tra pochi mesi questo sogno diventerà reale.

Groenlandia 2009

Nelle prossime settimane sul mio blog vi racconterò tutti i dettagli e i preparativi per questa spedizione.

 

Intanto grazie a chi supporterà questa avventura: Ragni di Lecco, Adidas, Adidas eyewear, Comune di Varenna, Kong, Sport Specialist, Rainbow kayaks.

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