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Giovedì 8 luglio a Lecco: serata in ricordo del Ragno Romano Perego

Romano Perego durante la spedizione in Afghanistan del 1965
Romano Perego durante la spedizione in Afghanistan del 1965

Nell’auditorium della Casa dell’Economia a Lecco un appuntamento per ricordare il Ragno delle Tre Nord, l’incontro aprirà in anteprima la rassegna “Lecco Ama la Montagna”

Quella di giovedì 8 luglio a partire dalle 21 presso l’auditorium della Casa dell’Economia di Viale Tonale 30 a Lecco sarà una serata all’insegna del grande alpinismo e dell’avventura, nel ricordo di uno dei periodi più belli della storia dei Ragni e di un suo grande protagonista.

L’appuntamento sarà dedicato alla memoria di Romano Perego, uno dei più forti alpinisti del Gruppo fra gli anni 50 e 60, scomparso nel 2019 all’età di 84 anni.

Romano divenne celebre come “Il Ragno ragno delle Tre Nord”, per essere stato il primo fra i Maglioni Rossi e uno dei primissimi scalatori al mondo a completare la ripetizione delle tre grandi pareti Nord delle Alpi: Cervino, Grandes Jorasses e Eiger.

Romano Perego
Romano Perego

La sua carriera alpinistica e la sua figura però non si possono ridurre a questa, seppur straordinaria, tripletta.

Fu uno scalatore di grandissimo talento su roccia, ammirato dai compagni per la bravura in arrampicata libera. Testimonianza di questa qualità è la splendida via aperta nel 1960 al Becco di Valsoera, in cordata con il torinese Andrea Mellano e il genovese Enrico Cavalieri.

Il suo terreno d’elezione furono però le grandi pareti di misto delle Alpi occidentali, dove aprì nuove e difficili vie nel gruppo del Monte Bianco e dei Breithorn.

Fu anche grazie a questa sua formazione che Riccardo Cassin lo scelse per entrare a far parte del gruppo della mitica spedizione al McKinley (oggi Denali) del 1961. L’anno successivo fu uno dei protagonisti della prima salita italiana della nord dell’Eiger.

Nel 1965, sempre con l’inseparabile amico Andrea Mellano, realizzò una spedizione fra le quasi inesplorate montagne dell’Afghanistan, per molti aspetti rivoluzionaria e anticipatrice di quello che sarebbe stato l’alpinismo tecnico e leggero dei decenni a venire, nel corso della quale aprì una nuova via sulla difficile e inviolata parete Nord del Bandako, una cima di 6843 metri Hindu Kush centrale.

Romano Perego in apertura al Becco di Valsoera (Foto archivio Andrea Mellano)
Romano Perego in apertura al Becco di Valsoera (Foto archivio Andrea Mellano)

Oltre che forte alpinista Romano fu anche una persona straordinaria, apprezzato da tutti i compagni di cordata per il suo carattere mite e pacato. Addirittura proverbiale nell’ambiente divenne la sua scarsa loquacità.

Casimiro Ferrari, che ebbe più volte occasione di legarsi con lui, lo ricordava con questo aneddoto: “Io ho litigato con tutti i miei compagni di cordata, tranne che con Romano. Lui non parlava mai, come facevo a litigare?”.

Dietro questi silenzi però si celava un animo profondo, che gli amici non hanno mai avuto difficoltà a scorgere.

Giovedì prossimo saranno proprio i ricordi dei suoi compagni di cordata (Luigi “Bis” Bosisio, Gildo Airoldi, Tino Albani e Luigino Airoldi) ad accompagnarci alla scoperta dell’alpinista e dell’uomo, con l’aiuto delle immagini straordinarie tratte dal suo archivio fotografico e della video intervista da lui rilasciata nel 2009 e conservata negli archivi del progetto MOdiSCA (https://osservatorioalpinisticolecchese.com/archivio-modisca/).

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Il team della spedizione Città di Lecco al McKinley del 1961 (in piedi da sx Romano Perego, Gigi Alippi, Luigino Airoldi e Riccardo Cassin; in ginocchio Annibale Zucchi e Jack Canali)

Sul palco saliranno anche due giovani amici: i Ragni David Bacci e Luca Moroni.

Nel 2016 i due hanno effettuato la ripetizione della via Slovac Direct al Denali (considerata una delle vie di misto più difficili al mondo), che sale sulla stessa maestosa parete affrontata per la prima volta da Romano e compagni nel corso della spedizione Città di Lecco, di cui quest’anno cade il 60esimo anniversario.

Prima di partire David e Luca si confrontarono più volte con Romano e Luigino Airoldi, ultimi superstiti della spedizione del ‘61, condividendo esperienze e ricordi della grande montagna.

Il prezioso rapporto che si instaurò fra loro è testimoniato nel film Big Mountain, che vedremo e commenteremo assieme ai protagonisti.

L’appuntamento di giovedì è inserito come anteprima fra gli eventi della kermesse “Lecco Ama la Montagna” (leccoamalamontagna.it), che nel weekend del 10 e 11 luglio proporrà più di 50 iniziative fra sport, avventura, arte, benessere e gusto per scoprire e vivere le montagne lecchesi.

ATTENZIONE: A causa delle misure di distanziamento anti Covid gli acessi disponibili all’auditorium saranno limitati a non più di 100 persone.

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