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GIOVANNI BADINO, semplicemente un gigante

Nel 2006 (ero soltanto da due anni nei Ragni) mi chiesero di occuparmi dell’organizzazione del Grignetta d’oro. Feci invitare, fra lo stupore e le perplessità generali, tal Giovanni Badino, e il “tal” era dovuto al fatto che fra gli alpinisti il suo nome era totalmente sconosciuto. Fu una bella edizione del Grignetta perchè sempre a sorpresa feci arrivare Manolo, col quale ero diventato amico, e un altro alpinista non proprio stra-conosciuto come Rossano Libera, che poi vinse ex aequo con Rolando Larcher.

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E ricordo distintamente cosa mi dissero Rossano e Marco Anghileri, seduti al mio fianco, alla fine dei 30′ di intervento di Giovanni: ” questo è di un altro pianeta”, commentò Rossano con faccia di pietra. La giuria tirò fuori un premio che non era previsto proprio perchè tutti si resero conto che Badino era, davvero, un fuoriclasse della scienza applicata alla montagna. Un GIGANTE. Credetemi, Manolo, che pure era alla prima apparizione pubblica dopo tanto e fece scalpore con le sue foto e racconti, Della Bordella, da solo un anno in attività ma che già si capiva cosa sarebbe diventato, Larcher e le sue infinite aperture, Pedeferri, Moro e gli 8000. Anghileri, Libera….tutti i loro interventi apparvero piccoli piccoli, di fronte ai suoi 30’…

Ovvio, io ero favorito, conoscevo Giovanni perchè venivo dalla Speleologia, che avevo incontrato prima dell’arrampicata e dell’alpinismo. Incontrata in maniera superficiale, da amatore, proprio come un sognatore di scalate incontrava l’arrampicata negli anni ’80 e ’90 e si comprava i libri di Edlinger e Gullich. La speleologia non è tecnica e virtuosismo atletico, ma stupore al massimo livello. E Giovanni parlava da DIO, con proprietà di linguaggio che ti annichiliva, e con sapienza scientifica disarmante. Gli Ayuan Tepui in Venezuela, i ghiacciai della Patagonia visti DALL’INTERNO E SOTTO, il più lungo meandro del mondo…Giovanni faceva ridere a crepapelle in una pagina, e nella pagina successiva ti faceva concentrare per capire fino in fondo mille dettagli. Era un fisico, d’altronde, ma che sapeva scrivere e parlare come un divulgatore scientifico alla Piero Angela. Con una differenza, eh…in certi posti, lui ci era davvero ANDATO. Aveva rischiato la pelle più di chiunque altro avesse parlato al Grignetta, sicuro come l’oro. Lui, Professore di fisica universitario, aveva strappato a Rossano Libera questa frase: ma questo è un pazzo!

Scrisse un capitolo per il mio libro SOLITARI, perchè aveva fatto una solitaria pazzesca in grotta, una roba di ore che non vi dico neppure quante, semplicemente TROPPE. Aveva visto i luoghi più incredibili del pianeta, aveva dato alla National Geographic alcune delle foto più sensazionali di quegli anni, era diventato una leggenda.

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Poi arrivarono i cristalli senza senso di Naica, quelle cose che neppure Ridley Scott aveva avuto il coraggio di immaginare…a prezzo del rischio della vita, li aveva studiati, sfiorati, fotografati, ripresi, divulgati in tutto il mondo. Un esploratore con la E grande come i grattacieli di Dubai. ragazzi, ne ha parlato IL MONDO, di quei cristalli.

Ci eravamo lasciati, alla fine della serata a Sport Specialist che gli avevo organizzato, con una sua volontà, voleva (forte dell’esperienza con le tute della grotta dei cristalli…) entrare in grotte vulcaniche con vulcano attivo, arrivare a fianco del magma SOTTOTERRA. Mio figlio Yuri e decine e decine di bambini lo avevano adorato, quella sera…poi successivamente aveva visto alcuni video di mio figlio e mi aveva detto, un giorno me lo presti e facciamo un film sbalorditivo. Avevo questo appunto, appena Yuri avrebbe finito la scuola, mandarlo con lui un paio di mesi…non sapevo della sua malattia, in tempi di chat, mail e quant’altro, non sapevo di questa malattia!!! Non me ne dò pace…

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Mi lascia un grande, un grande vuoto dentro. Io che vengo parzialmente dalla Fisica, che in fondo ho scritto 4 articoli di fisica, non ho mai neppure saputo lontanamente applicare la Fisica all’esplorazione, alle montagne, all’alpinismo, all’arrampicata. Ma lui, gente, era di un altro pianeta rispetto a a me e qualunque altro praticante di questo mondo. Se lo avessero mai invitato al Piolet d’Oro, avrebbero detto tutti, e questo che c’entra?, e 30′ dopo si sarebbero tutti inginocchiati davanti a lui. Perchè avrebbe spiegato a tutti, con ironia, col sorriso, con favella impareggiabile, le montagne, le pareti, i ghiacciai…l’Italia, gente, ha perso il più grande esploratore MAI AVUTO, ve lo dico io.

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