In uscita sulle delicate frange del secondo tiro di Felsige Gärten

In uscita sulle delicate frange del secondo tiro di Felsige Gärten

Era da molto che avevo lasciato nella mia guida di cascate un ”segnalibro” tra le pagine delle valli austriache di Sellrain e Stubai.

Il mio sguardo era casualmente caduto su Hangende Garten e Kerze, due cascate esteticamente bellissime che per molto tempo erano rimaste tra le più impegnative del Tirolo.

Ma purtroppo o per fortuna in quella guida ci son troppi segnalibri, troppi sogni; il tempo per realizzarli è sempre poco e molti di questi attendono per lunghi periodi.

Cosi la scorsa settimana ho deciso di levare questo segnalibro e concretizzare queste idee.

Dato l’inverno un po’ anomalo che stiamo attraversando, ero quasi certo che la candela di Hangende non l’avrei trovata. Con Kerze invece si andava a colpo sicuro. Sapevo però che nel 2012 Albert Leichtfried e Christian Piccolruaz avevano aperto una variante di misto, Felsige Garten, che permetteva di salire comunque questa colata anche negli inverni avari di ghiaccio. La nuova linea mi era parsa molto interessante e ancor di più le difficoltà racchiuse in essa.

Complice di questa idea è stato anche un ricordo dell’amico Pietro, venuto a mancare pochi giorni fa. Era stato proprio lui a parlarmi della variante; aveva infatti siglato insieme a Luca Godenzi la prima ripetizione.

Il tracciato di Felsige Gärten

Il tracciato di Felsige Gärten

Il mercoledì sento Teo (Matteo Magni) e gli giro velocemente il link delle relazioni insieme alla proposta. Sguardo veloce alla meteo; ricerca intensa di informazioni sulle condizioni ma ovviamente buco nell’acqua. La rischiamo? Ma si dai, mal che vada faremo altro…

Con gran entusiasmo Teo accetta la mia proposta; andata!

Sabato partiamo presto da Bergamo con l’obbiettivo di affrontare nel primo giorno la più impegnativa e rilassarci il secondo sull’elegante free-standing di Kerze.

Avevo come la netta sensazione che Felsige ci avrebbe dato del filo da torcere, ma ho cercato di non lasciar trasparire a Teo questo presentimento; era troppo carico!

Giunti al parcheggio scorgiamo subito la cascata nel fondo valle; il muraglione della parte alta è maestoso. Man mano che camminando ci avviciniamo, Teo comincia ad esprimere preoccupazioni per il terzo tiro, valutato in apertura Wi 7-. “Sembra molto fine la candela! E l’uscita strapiomba!”

Cerco di rassicurarlo dicendogli che era solo un’impressione dovuta alla distanza. Ma le mie attenzioni invece si concentrano sulle frange in uscita dal terzo tiro, molto fini e corte.

Come arriviamo alla base si scoprono le carte. La candela strapiomba in uscita ma non è poi così fine; le frange invece son proprio corte e con ghiaccio che sembra vetro: “Forza Teo! Il ghiaccio è ottimo! Il resto è solo psicologico!”…

Felsige Gärten

Felsige Gärten

Il primo tiro corre via senza problemi. La sosta poi ottima a fix ci fa tirare un sospiro di sollievo.

Il secondo invece ci dà davvero un bel filo da torcere, sia per la scarsa qualità della roccia che per le frange non facili da rimontare. La sezione su roccia è corta e boulderosa; fessurine distanti e delicate che sotto le lame delle picche tendono a sbriciolarsi. L’uscita sulle candele invece si rivela molto “contorsionistica” e aleatoria. Il trucco stava in una bella spaccata di gambe tra due esili candele sospese che sotto i ramponi scricchiolavano mica male. Momento di concentrazione e ricerca del movimento perfetto per poi portarsi completamente sulla candela più robusta e rimontare il fungo di ghiaccio soprastante. Ancora pochi metri e poi sosta. A raccontarlo sembra divertente, ma uscirne è stato un bel match! Da li in avanti tutto in discesa! La candela del terzo si lascia salire senza troppi problemi anche se delicata e l’ultimo tiro invece è di puro divertimento!

Ammiriamo ancora per qualche attimo questo stupendo palazzo di cristallo sotto le nostre doppie per poi lasciar spazio alle risate di fronte ad una meritata birra.

La linea perfetta di Kerze

La linea perfetta di Kerze

Il giorno seguente ci spostiamo nella Pinnistal, valle stupenda e poco frequentata, dove saliamo in tutta tranquillità il siluro Kerze. In foto sembrava molto bello, ma non rende mai abbastanza l’idea come dal vivo. Che dire? Stupendo! Due bellissimi tiri molto diversi tra loro sia come conformazione di ghiaccio che come tipo di scalata. Il primo molto atletico su grossi cavolfiori e meduse; il secondo invece offre una scalata molto tecnica, su ghiaccio a colonnette, delicato e difficile da proteggere. Anche questa a suo modo ci ha lasciato con dei brevi attimi di riflessione sul come interpretarla, divertente ma mai banale.

Le caratteristiche formazioni glaciali di Kerze

Le caratteristiche formazioni glaciali di Kerze

Una doppietta austriaca perfetta! Lascio raccontare alle foto le emozioni di queste due giornate, cedendo a chi legge il compito di immedesimarsi dentro la nostra avventura appena trascorsa.

Un meritatissimo selfie!

Un meritatissimo selfie!