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Dieci giorni con Tommy Caldwell

 

Tommy’s point of view en

E così succede che, totalmente per caso, quasi a mia insaputa mi ritrovo a scalare per una settimana abbondante con il Master di Yosemite Tommy Caldwell!!

Tommy si trova a Zurigo per motivi familiari e cerca qualcuno per scalare in Svizzera. Wenden e Ratikon sono le sue mete principali, ma gli va bene un po’ tutto, dal calcare al granito, a seconda della meteo, con preferenza di vie di più tiri in ambiente alpino, non è un tipo dai gusti difficili. Ed è così che martedì scorso inizia il nostro mini tour della Svizzera. Visto che le previsioni dicono che arriva una perturbazione da Ovest nel pomeriggio, optiamo per andare a Est, ovvero in Ratikon…Inutile dire che come dalla mia bocca esce il nome Ratikon, Tommy è entusiasta dell’idea!

Gli propongo due grandi classiche del posto: Acacia o Silbergeier. Lascio a lui la scelta. Dopo molta indecisione, forse saggiamente, visto che è la prima volta che si confronta con la ostica arrampicata del Ratikon, opta per la prima.Io non vedo l’ora di tornare su Acacia, mi tornano alla mente vecchi ricordi di quando la salii 7 anni e mezzo or sono, a metà maggio, con il mitico Pato…Mi sembra passata una vita! Una salita d’altri tempi…Acacia è una grande classica del Ratikon e di tutto l’arco alpino, aperta da Martin Scheel a fine anni ’80, rigorosamente dal basso, una salita da non mancare.

 

Chiedo a Tommy se vuole provare la via a vista da primo e lui mi risponde che scala volentieri a comando alternato. Apprezzo molto la sua proposta e parto io per il primo tiro. Saliamo tutta la via in libera, a comando alternato, salendo entrambi da primi l’ultimo tiro di 7c+. Flash per Tommy, al secondo giro per me. Tommy però deve rifare in discesa, il super duro e famigerato secondo 7b+ dopo la cengia, che a me con grande sopresa entra al primo colpo e anche il secondo tiro di 7c, che terminerà sotto il diluvio! Torniamo alla macchina bagnati fradici, ma assolutamente contenti per la via e la giornata!

Il giorno dopo ci svegliamo sotto il diluvio universale. In autostrada sono quasi costretto a fermare la macchina per mancanza di visibilità dovuta alla pioggia forte! Ma, dopo aver approfittato della pausa per far colazione, ci dirigiamo comunque verso Voralpsee nella speranza di trovare qualcosa di asciutto. Arriviamo in falesia sotto una pioggia torrenziale e con una temperatura di circa 5 gradi (al parcheggio)…Non possiamo credere ai nostri occhi ma nonostante l’acqua che ancora una volta ci ha completamente infradiciati la falesia è al 90% asciutta e ci regala una intensa, anche se un po’ gelida giornata di scalata!

La sera, carichiamo Becca, la moglie di Tommy in stazione a Landquart e ci dirigiamo verso Varese. L’indomani passiamo una tranquilla giornata di ottimo grip, dovuto al vento da nord, nella falesia di Claro, insieme anche a Fabio e David. Torniamo a casa e visto che la coppia americana vuole gustarsi del buon cibo italiano, non ci penso due volte a portarli fuori a mangiare, viste le mie scarse abilità culinarie.

Consultiamo le previsioni meteo, decidiamo il seguente programma per i giorni successivi: venerdì riposo e da sabato a martedì torniamo in Svizzera, con il Wenden come obiettivo principale. Dopo un giro turistico per Varese (con tanto di americanate del tipo che arriviamo al bar e prima beviamo un cappuccino, per mangiare poco dopo un panino col crudo, accompagnato da una buona tavoletta di cioccolato…) e per la felicità di Becca a cui concediamo un’ora di shopping, venerdì sera ci dirigiamo verso le pareti del Wenden.

Accade purtroppo quello che dopo qualche annetto di frequentazione di queste pareti avevo preventivato: tutta la pioggia e i 5 gradi che ci siamo presi mercoledì a Voralpsee, qui in Wenden sono arrivati sotto forma di neve, perciò adesso le pareti sono totalmente fradice a causa della neve che si scioglie. Un film già visto altre volte…
Andiamo perciò in direzione Engelberg, per passare un’altra giornata in falesia, aspettando che la neve si sciolga e le pareti asciughino. Dopo aver preso un po’ di ghisa nella falesia di Schlangenn, la sera ci tocca prendere la decisione su cosa fare l’indomani: difficile dire se le pareti del Wenden saranno asciutte, durante il giorno non ha fatto così caldo e la sera prima la neve presente era ancora parecchia. Ma mentre torniamo dalla falesia al campeggio, è sufficiente alzare lo sguardo, per intravedere una geniale alternativa: la parete Nord del Titlis che si erge proprio sopra la falesia (un bel po’ di metri sopra in realtà) sembra tutta asciutta. E’ da un po’ che voglio andare a visitare questa parete e anche Tommy sembra entusiasta di vedere un posto nuovo così decidiamo di andare al Titlis domani per poi spostarci in Wenden la sera e scalare lì lunedì e martedì.

La domenica mattina salutiamo Becca, che tornerà in treno a Zurigo e ci avviamo sul sentiero. Iniziamo a salire di buon passo e in circa un’ora e 20 minuti siamo all’attacco della via. La temperatura è piuttosto fredda perciò non stiamo a perdere tanto tempo, decidiamo di salire la via “Land ohne herren” 10 tiri fino al 7c. Scalando a comando alternato verso le 13 siamo in cima alla parete, circa 6 ore dopo essere partiti dal campeggio. La via è interessante e molto atletica, l’arrampicata è piuttosto intuitiva ma è come continuare a far trazioni…Arriviamo in cima giusto in tempo per goderci i primi raggi di sole che illuminano il bel terrazzo alla fine della via.

In discesa non possiamo fare a meno di guardare la vicina Piz dal nas, recente via di Matthias Trottman con una serie di tiri impegnativi (8b,8b,7b,8a+) proprio alla fine…Sembra decisamente una via allettante, anche questa molto atletica e strapiomabante…sarà per l’anno prossimo.

Ed infine, proprio negli ultimi due giorni disponibili per Tommy, arrivano le condizioni per scalare in Wenden, il suo obiettivo principale e ci si prepara per un finale con il botto! Lunedì, io sono impegnato a fare le ultime riprese per il nostro film di prossima uscita sul Wenden con Fabio, Riky e il regista Matteo Modugno e un altro operatore.

Tommy scala con il mitico Luca Schiera, che nonostante fosse stato avvisato solo la sera prima, senza esitazioni è più che volentieri della partita. Tommy e Luca, su consiglio di Fabio, vanno a ripetere Portami via. La via aperta da me, Fabio e Dodo al Wenden, nel 2005 e fino a quel giorno ripetuta in libera solo da Ueli Steck e Simon Anthamatten!

Dalle parole di Tommy la via si conferma assolutamente impegnativa, con un terzo tiro di 7c+, con spit distanti, che Tommy sale a vista, dove si erano arenati tentativi di altri climbers. Mentre sul secondo tiro chiave, ovvero il quinto, dove si era fermato nel 2005 il mio tentativo di libera in seguito ad un brutta caduta dovuta alla rottura di un appoggio, Tommy apre una variante, tutta a friends di circa 30 metri, con difficoltà di 7b, ricongiungendosi poi alla stessa sosta!
Una cosa che detta così sembra di ordinaria amministrazione per uno come lui, ma che personalmente trovo sbalorditiva. Anche Ueli Steck, non vedendo il quarto spit del tiro (12 metri più sopra verso destra) aveva tentato di andare in quella direzione, ma poi era tornato indietro e si era appeso allo spit. Invece Tommy ha proseguito alla cieca, con un set di nuts e friends fino allo 0.4 su terreno verticale e ignoto, senza nessuna garanzia di poter andare avanti né di tornare indietro!

Martedì è il nostro ultimo giorno insieme e nonostante nessuno dei due sia molto fresco, decidiamo di andare a fare un’altra via impegnativa: La Svizzera, di Rolando Larcher e Roberto Vigiani. Le previsioni meteo danno temporali da metà pomeriggio, perciò entrambi partiamo con l’idea di fare qualche tiro, senza grandi velleità di finire la via. La roccia dei primi due tiri non è superlativa (roccia gialla…) ma dal terzo in avanti la via si riscatta ampiamente. Tommy sfodera tutta la sua abilità salendo a vista il terzo tiro (8a+), proseguo io su un 7b+ di 60 metri con roccia incredibilmente lavorata con concrezioni di ogni tipo, 8 spit, nessun passaggio duro, but never look back…

Continuiamo e dopo un tiro di trasferimento arriviamo a un altro tiro di sessanta metri, di 7c. Parto io e inizio a ragliare fin da subito, da un momento all’altro mi sento ko e mi trascino in avanti a fatica. Dopo un po’, ragiono un attimo e decido di mettere fine alla mia agonia…cedo il passo a Tommy, che sicuramente sarà in grado di scalare questo tiro meglio di me! Ed infatti così accade…Tommy sale il tiro metà flash e l’altra metà a vista. 60 metri esatti. Da parte mia anche da secondo mi sento devastato e affaticato dall’intensa settimana di scalata appena trascorsa, un tiro che mi è parso estremo!

Un altro tiro di trasferimento e siamo alla base dell’ultimo tiro duro, un 7c+. Per fortuna almeno questo non troppo lungo. Tommy parte e dopo vari tentativi di studio e salite e discese (senza appendersi) si decide ad andare, ma purtroppo cade, anche per un errore di lettura. Peccato! E’ la prima caduta della via che rovina la totale a vista/flash. Studia velocemente il tiro, sfila la corda e riparte, ma tradito dalla stanchezza e dalla ghisa cade nuovamente nello stesso punto. Quindi studia ancora meglio i passaggi e decide di riposare un po’ più a lungo, tanto il preannunciato brutto tempo, sembra proprio che tardi ad arrivare.

Nel frattempo, dopo un bel riposo in sosta, io mi sento molto meglio di prima e piuttosto che stare con le mani in mano decido di fare un giro. Inspiegabilmente, i miei muscoli e le mie dita rinascono e grazie alle perfette indicazioni di Tommy riesco a flashare il tiro! Consolazione dopo la ragliata precedente…Intanto Tommy ben fresco e riposato sale a sua volta il tiro in libera e con l’incombente arrivo della pioggia, saliamo di gran carriera gli ultimi e stupendi due tiri finali, così Tommy effettua la seconda salita in libera della via!

Che dire…Ancora una volta complimenti a Rolando e Roberto! Una via fantastica, con due tiri di 7b+ e 7c eccezzionali, anche aldilà delle aspettative. Fare i complimenti agli apritori suonerà al giorno d’oggi forse banale e scontato, ma ancora una volta provare per credere che questa via è davvero super…poi quando questi complimenti arrivano da uno come Tommy Caldwell possono sempre far piacere…

Accompagno Tommy in stazione, è ora di tornare, io sono devastato, ma anche lui non lo vedo proprio freschissimo…una settimana decisamente intensa, che penso e spero abbia fatto venire voglia  Tommy di tornare a scalare in Svizzera. Scalare con lui, aldilà del nome è stata una bella esperienza, abbiamo condiviso delle belle salite e ci siamo divertiti anche nei momenti al di fuori della scalata. Intanto dopo l’ultima pasta asciutta in stazione a Goschenen ci salutiamo, ma ci rivedremo tra non molto…l’appuntamento è fissato per l’8 ottobre, a Yosemite, California

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