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DALLA PIETRA

Inaspettati ( non abbiamo mai avuto contatti e non ci conosciamo neppure via mail ) sono arrivati su FB i complimenti molto profondi da parte del comune di Frosolone per la pubblicazione del trailer del cortometraggio che abbiamo prodotto sulla loro ( fantastica ) località. Trailer che in meno di 24 ore è stato anche pubblicato da 8a.nu, e da altri siti stranieri, e che quindi, inevitabilmente, porterà alla località molisana un afflusso turistico legato all’arrampicata.

Come tutte le idee che lancio, non ci fu una pianificazione a lungo termine sul progetto La pietra del Sud. Non sono mai stato capace, o meglio non mi è mai interessato, fare una pianificazione a lunga scadenza a partire da un’idea. Forse perchè circa 25 anni fa rimasi ammaliato dalla teoria del caos ( storia interessante, io e un caro amico medico avevamo iniziato una collaborazione matematica-medica per applicare la teoria del caos alla teoria del dolore, con tanto di equazioni e simulazioni lentissime al computer che avevo allora ma, come dire, dove lavoravo ero un pelo controllato e quindi…la cosa morì lì…), e in sintesi dalla consapevolezza che ti devi alzare la mattina e non aspettarti mai che le cose vadano come pianificato. Quindi, lanciata l’idea, oggi ci troviamo con un bel pò di località nate o cresciute grazie ai Ragni di Lecco.

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Per par condicio, il loro numero è uguale al numero dei settori di arrampicata che abbiamo supportato, o richiodato, in Lombardia. Anche qui, un assoluto caso, me ne sono accorto ieri: e siamo a 12, da tre anni a questa parte.

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Dal primo viaggio che facemmo ( Siracusa, dove peraltro non siamo ancora tornati a vedere con i nostri occhi cosa è nato col nostro materiale ) ad oggi siamo anche migliorati nella produzione di video, semplicemente inseguendo o stando al passo con le tecnologie, che stanno correndo alla velocità della luce. Vi dico, io LAVORAVO fino a dieci anni fa nella multimedialità, a livello di progetti segreti degni di spy-story, e vi dico che quello che 10 anni fa era considerato di punta e da spionaggio industriale oggi FA RIDERE. Per questo studiare, studiare, e ancora studiare, praticamente ogni giorno, quello che può fare una nuova camera, o una nuova tecnica di ripresa, sempre su tutorial di you tube americani ( viene tutto da lì, Silicon valley e luoghi adiacenti…no, in realtà anche dalla Russia, però meno inclini a svelarsi…), che fra l’altro sono pure eterni da vedere e capire, è fondamentale per affinarsi e migliorare e mostrare sempre meglio quello che più ci piace fare: scalare e scoprire nuovi posti per l’arrampicata o l’alpinismo. Con un occhio grosso e potente anche sulle nostre zone, come avete visto nei due film “L’inverno del vicino” e la “Grigna dei Ragni” e in cortometraggi che stanno facendo il giro del mondo. A proposito dei film, non temete, esattamente come è successo per “Infinite Jest” e “The Egger project”, e come accadrà dal 19 Giugno per “Uli Biaho” ( veicolato da Gazzetta dello Sport ), ho buoni motivi per dirvi, tutti i film proiettati nelle nostre ultime due serate ( primo Dicembre 2014 e 11 Maggio 2015 , 600 persone, siete fantastici!!!!), saranno a vostra possibile scelta. Selezionati da super esperti che, vi dico, hanno visto, rivisto, giudicato, e infine scelto.

https://youtu.be/Nu3tDnQ3boI?list=PLIQwvLb3F249Ib184r60xyxbYC66GAReg

A sproposito perchè non c’entra niente con quanto finora scritto, sottolineo che i ragazzi entrati lo scorso Autunno ( fra cui l’ormai stra-famoso Matteo De Zaiacomo detto Giga, 22 anni, e lo scrivo in stampatello, VENTIDUE ANNI, alpinista-presentatore di serate ) sono veramente forti, bravi e motivatissimi. Hanno tutti l’età per essere miei figli, porca miseria.

Ora, sotto con del sano e molto robusto alpinismo extraeuropeo, con due spedizioni molto toste, e con belle idee alpine. Questo a livello di gruppo. A livello personale, un’idea mostruosa “ricca di sogni e sognatori” (cit. E spero un giorno di poter svelare chi commentò così la prima riunione). Vedrà la luce? Lo saprò e lo saprete fra…diciamo un anno, ok?

Intanto, le foto di questo post sono di Pietro Bagnara, uno dei pochi ma buonissimi che è stato capace di seguirci appeso a corde sia sulle grandi pareti che su pareti meno grandi ma ugualmente bellissime.

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