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Corni di Canzo – Geotecnica

Via Geotecnica – Parete Nord-est Corno Orientale di Canzo 1232m

È la parete su cui si svolge la salita è più alta e compatta del gruppo dei Corni, e quella su cui sono state tracciate alcune delle vie più significative.

Il panorama è unico e spazia dalla pianura verso sud, la città di Lecco e il Lario verso nord.

La via è su roccia molto bella e varia, la chiodatura (prevalentemente tradizionale) è essenziale ma sicura, bisogna sapersi proteggere. Il secondo tiro è stato raddrizzato e pulito dall’alto dopo l’apertura. Tutti i chiodi sulla via sono lunghi e affidabili.

La roccia asciuga in fretta, eccetto alcune prese nella parte bassa, la parte alta generalmente è riparata dalla pioggia.

In estate va in ombra dopo le 10, nelle altre stagioni è fredda. Sulla parete ci sono altre vie interessanti come la storica Don Arturo Pozzi (200m 7c+ o A1) o la più frequentata Stella Alpina (100m 6a+ A1).

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Ph Camilla Cerretti

Apritori: Davide Pontiggia e Luca Schiera, 2017 in tre giorni

Difficoltà: 170m 7c+/8a

Avvicinamento:

Ci sono varie opzioni, calcolare almeno un’ora abbondante per tutte:

Da Canzo (Gajum) salire a piedi a Terz’alpe proseguire per la bocchetta bocchetta di Luera, scendere nel bosco di faggi in direzione Moregallo poi sulla morena fino alla base della parete (circa 700m dislivello).

  • Da Valbrona salire fino alla sbarra in via Ziniga, continuare a piedi su strada fino al Rifugio SEV e proseguire fino alla bocchetta di Luera, scendere nel bosco di faggi in direzione Moregallo poi sulla morena fino alla base della parete (circa 500m dislivello).
  • Dalla località belvedere di Valmadrera, verso San Tomaso e sentiero n°7 fino alla base della parete (circa 800m dislivello).

La via parte circa venti metri a destra della grande lama della via Don Arturo Pozzi, su un muro bianco compatto.

Discesa: dalla cima tornare in 1’ alla bocchetta di Luera, da qui prendere di nuovo il sentiero di salita.

Materiale: rinvii, friends da 0.3 a 2, martello non necessario.

Relazione:

L1: 7c+/8a 20m. 1 chiodo e 5 fix
Dritto fino all’ultima presa buona poi uscire verso destra, sosta due fix da collegare.

L2: 7b 50m. 6 chiodi e un nut, integrare con friends 0,3/2
Muretto iniziale poi verso sinistra fino a pianta sotto al tetto (chiodo con kevlar), salire dritto seguendo altri tre chiodi, poi spostarsi a sinistra fino al nut, dritto fino ad un altro chiodo (friend piccolo due metri sopra) poi leggermente verso destra fino a chiodo con cordone sulla cengia, dal chiodo spostarsi a sinistra ed uscire dal muro. Sostare alla base dello strapiombo su Nido di Comete (fix e chiodo, scendere un paio di metri per fare sicura sul tiro successivo) o su Don Arturo Pozzi (chiodi a destra, da rinforzare).

L3: 7c 30m. 4 chiodi, poi friends medi
Dritto seguendo i chiodi sulla striscia grigia fino ad un piccolo tetto 10m sopra l’ultimo chiodo, spostarsi a destra fino alla sosta di Don Arturo, chiodi da collegare.

L4: 7b 20m. 4 chiodi e friends medi
Dritti per due vecchi chiodi di Don Arturo, continuare sempre dritti sullo spigolo con buone prese lontane fra le rigole (integrare con friends piccoli e medi), poi leggermente a destra fino a chiodo con anello, dritto fino alla sosta su due fix da collegare.

L5: 7b+ 30m. 3 chiodi e 3 fix, possibile integrare
Dalla sosta salire seguendo dei buchi prima ad un chiodo poi ad un fix, continuare dritto sullo strapiombo a buone prese. Sosta su 2 fix da collegare.

L6: 6b+ 20m. 2 chiodi
Placca in aderenza poi muretto verticale fino al prato, due chiodi. Sostare in fondo alla catena a destra.

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