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Coppa Italia Boulder 2019: un bilancio

Di Fabio Palma – Allenatore Squadra agonistica ASD Ragni della Grignetta

Foto di Edoardo Limonta

La Coppa Italia 2019 di Boulder si è concretizzata in appena tre prove, e questa è l’unica vera pecca di una competizione che altrimenti regala grandissime sensazioni e momenti, fra cui la possibilità di confrontare i giovani con i migliori atleti senior italiani. E che ci ha permesso di scoprire due nuove strutture, Prato e Bressanone, davvero di grandissimo livello.

La prima tappa si è svolta a Prato

Sede della gara lla nuova struttura del nostro amico Ticci, che contro ogni pronostico ha creato un luogo super affollato e di gran qualità. Davvero una bella gara già nelle qualifiche, molto bella in Semifinale e fantastica in Finale con volumi standard Coppa del Mondo.

Nelle qualifiche Bea è superlativa, entrando come 15° sulle 24 migliori, mentre Simone (Tentori) non sembra molto in giornata mentre dei miei sia Marco che Francesco (Locatelli) soffrono oltre misura dei problemi alla loro portata.

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Beatrice Colli durante la gara di Prato

Samuele, invece, patisce la prova d’esame, essendo in lizza per la nazionale giovanile, e come lui Giulia Rosa, scalando non più che al 70% delle loro possibilità. Molto comprensibile, gli esami sono sempre un momento delicato, nello sport come nella scuola, e questa volta torniamo con dei rimpianti. Non male invece Camilla, tranquilla e al suo livello.

E’ nelle semifinali che siamo travolti dall’entusiasmo: Bea fa una gara sensazionale, sarà undicesima alla fine e con una zona in più sarebbe passata in Finale!

Bisogna descriverla, la semifinale, per avere un’idea più chiara. 4 Boulder con cinque minuti a testa a disposizione, un pubblico urlante e tu che devi capire in un amen come fare, e dare tutto e anche di più. Bea sale due problemi e non intuisce bene il metodo di un terzo, mentre in un altro si dimostra ancora fisicamente sotto il livello necessario (ma lo saliranno solo 2 su 24…).

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Simone Tentori a Prato

Nei maschi Simone fa la migliore gara della carriera, è tecnicamente e fisicamente perfetto ma, soprattutto, con una concentrazione da gara della vita. E’ finale, dove accedono in 6. E anche nella Finale è il miglior Simone mai visto, con un terzo posto davanti ad atleti da Coppa Europa e del Mondo. Un grandissimo risultato.

La seconda tappa a Bologna

Un appuntamento più avaro di soddisfazioni, con una struttura vincolata dal luogo, la fiera di Bologna.

Ancora Giulia Rosa e Samuele sono traditi dalla tensione, si destreggia bene Daniele, alla sua prima Coppa Italia, mentre Simone è in forma in qualifica ma purtroppo non brillante in semifinale. Bea entra come 24° in semifinale, ultimo posto a disposizione, e anche in semifinale non va al di là di questa posizione. Forse ben 8 giorni di febbre prima e mal di testa e raffreddore poi l’hanno debilitata, è quello che si spera.

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Giulia Rosa nella gara bolognese

L’ultima tappa, nella fantasmagorica nuova struttura di Bressanone

Ma perché la Città di Lecco, che organizzava con i Ragni la Coppa del Mondo con 20.000 persone in piazza, non può permettersi certi investimenti sicuri come sta accadendo in decine e decine di cittadine italiane ed europee?

Per tutti l’arrampicata è sinonimo di spettacolo e business sicuro, tranne che a Lecco, dove teoricamente eravamo stati fra i primi d’Europa a partire. Evidentemente, da noi spettacolo e business sono considerati un rischio e non un vantaggio.

Bressanone ha grandissime idee, supporto dalla Provincia (…vero, provincia autonoma), e bravura gestionale e organizzativa. Molti tra i più forti atleti in Italia dicono che la struttura è addirittura superiore a quella di Innsbruck…

Le qualifiche sono incredibili, anche per il caldo da estate piena. Simone le passa senza problemi, Bea addirittura è 11° con ben 6 Top su 10 e mostra una forma meravigliosa (ad appena una settimana dal clamoroso risultato in Speed), e sono molto contento anche di Samuele, finalmente al cento per cento a fianco dei grandi.

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Samuele sulla bella struttura di Bressanone

Ancora molto, molto sottotono Giulia Rosa, e anche “FraLoca” e Camilla. E’ molto difficile affacciarsi a queste gare, sono un altro mondo rispetto alle gare regionali, ai raduni, alle giornate outdoor. Ma bisogna crederci e concentrarsi!!

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Francesco Locatelli a Beressanone

La semifinale non va bene per Simone, purtroppo, mentre Bea con due zone chiuderà diciottesima, giustamente un po’ delusa. Tre errori di lettura, ma in quei cinque minuti capire subito un Boulder di altissima difficoltà, non è per niente facile soprattutto per un’atleta che i primi problemi di questo livello li ha superati lo scorso autunno, e che probabilmente ne ha risolti ad oggi poco più di una decina. Deve accumulare pattern motorio, situazioni gestuali, e dal canto mio devo riuscire a migliorarle ancora quelle fisicità in cui non si sente sicura (valorizzare i rovesci, per esempio).

Anche l’uso dei piedi, dove sia lei che gli altri sono molto bravi su appoggi piccoli, ma per assurdo spesso imprecisi di qualche cm su quelli grandi, fondamentale quando il peso deve essere scaricato su una grande superficie voluminosa, da capire e sfruttare al meglio, un’approccio più simile alla scalata su roccia che su plastica.

In semifinale in ben due Boulder Bea sbaglia a posizionare i piedi su volumi e così Simone. Sono dettagli …ma è positivo che li conosciamo.

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Daniele, sempre a Bressanone

Molto motivati FraLoca, Samuele e Daniele a migliorare per diventare più competitivi e avvicinarsi a quella soglia dei 24 atleti che entrano in semifinale.

Sembra un’obbiettivo irraggiungibile, ma la nostra palestra ha fortunatamente investito davvero molte risorse nell’acquisto di volumi e prese moderne e questo è un grande vantaggio che, unito all’impegno di viaggiare e visitare nei week end altre palestre al fine di variare le tracciature, è un lontanissimo ma realistico traguardo.

Ci lavoreremo, promesso. Con tutti.

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