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Agostino Rocca (1945 – 2001)

 

 

AGOSTINO ROCCA (1945 – 2001)
Agostino Rocca nacque un 2 novembre a Milano dove visse fino all’adolescenza. Si laureò in Amministrazione Aziendale all’Università Bocconi di Milano e conseguì un Master in Business Administration (MBA) presso l’Università di Cornell (Stati Uniti).
Agostino Rocca iniziò la sua carriera professionale per la società di consulenza Mc Kinsey di Parigi per poi lavorare presso l’azienda italiana Poretti. Nel 1976 entrò a far parte del Gruppo Techint, la società fondata da suo nonno Agostino Rocca nel 1945, e cominciò ad accompagnare suo padre Roberto nello sviluppo delle attività industriali.Vicepresidente di Finanza e Controllo e Presidente per l’America Latina, ricoprì, dal 1993, l’incarico di Presidente del Gruppo. Assieme al gruppo di giovani che entrarono a far parte dell’azienda negli anni ’70, guidò il cambiamento generazionale che avrebbe permesso la grande evoluzione di Techint a partire dagli anni ’80.

Con l’appoggio di suo padre, Agostino si impegnò nel consolidamento e nella internazionalizzazione dell’azienda. In meno di dieci anni, il Gruppo e Agostino stesso divennero degli importanti punti di riferimento in Argentina. L’American Metal Market, nel numero del 2 maggio 2001, in un articolo in sua memoria lo definisce “una figura chiave nell’era dell’integrazione e del consolidamento che seguì l’ondata di privatizzazioni degli anni ’90, che ha contribuito a trasformare un’industria limitata da confini nazionali in un’industria di carattere regionale”.

Agostino era ormai da anni alla testa dell’area di Ingegneria e Costruzioni in Sudamerica, profondamente coinvolto in ogni progetto che intraprendeva e deciso a sostenere tutte quelle iniziative che comportassero nuove sfide.

Il 28 aprile 2001 perse la vita in un incidente aereo assieme al suo pilota e ad altri 8 amici con i quali stava viaggiando verso il sud argentino. Aveva 55 anni.

UN UOMO INSTANCABILE
Agostino Rocca era un uomo di forte presenza a livello nazionale ed internazionale. Era membro del Consiglio direttivo del Gruppo Asea Brown Boveri (ABB) e della Borsa Valori di New York (NYSE). Faceva parte del Board del Gruppo Santander, di Praxair e, inoltre, del Consiglio Direttivo e del Comitato Esecutivo dell’Istituto Internazionale del Ferro e dell’Acciaio (IISI) e dell’Instituto de las Américas. Anche l’istituto Latinoamericano del Ferro e dell’Acciaio (ILAFA) ha contato sulla sua presenza attiva negli ultimi Congressi Siderurgici.

Nel 1996 la Repubblica Francese gli conferì il titolo di Cavaliere dell’Ordine Nazionale della Legione d’Onore.

Aveva ereditato dalla sua famiglia un interesse profondo per la formazione, lo sviluppo dei giovani e la loro preparazione per affrontare un mondo ogni giorno più esigente e competitivo. Il suo stile imprenditoriale era agile, diretto e volto a favorire il lavoro di squadra e la costruzione del consenso attraverso la promozione del dibattito interno fra chi lo accompagnava. Amava circondarsi di professionisti motivati e coraggiosi e si preoccupava costantemente della formazione e della crescita dei suoi collaboratori, mantenendo con loro un rapporto di amicizia.

Un grande entusiasmo, un atteggiamento diretto, la generosità e il rispetto come fondamento di tutte le sue relazioni umane sono i tratti della sua personalità più ammirati da tutti quelli che lo hanno conosciuto.

UN AMANTE DELLA NATURA
Senza dubbio, la montagna era una delle sue grandi passioni: in particolare le Alpi della sua Italia e le montagne dell’estremo Sud dell’America Latina. In questi luoghi praticava alpinismo e trekking, sport che richiedevano un allenamento regolare ed alta concentrazione. Conosceva bene la Patagonia, sia dal lato argentino che da quello cileno. Aveva scalato le vette dell’Aconcagua, del Tronador e del Tupungato così come le montagne di Santa Cruz e i “Ghiacci Continentali”. Il 28 aprile, il giorno dell’incidente, era in volo verso il ghiacciaio Perito Moreno, per piantare una bandiera nel luogo in cui, quasi 130 anni fa, l’esploratore Francisco Moreno fece lo stesso gesto per la prima volta.

Nel 1989 promosse la pubblicazione dei Cuadernos Patagónicos Techint, la piccola collezione di pubblicazioni monografiche incentrate sulla Patagonia, sulle imprese nelle Ande e sulle esplorazioni effettuate nella zona. Oggi i Cuadernos sono uno strumento editoriale di prestigio e di riferimento per tutti gli appassionati del sud argentino.

Nell’introduzione del primo di questi Cuadernos nel 1989, Agostino definiva il suo amore per la montagna: “Per me, sempre occupato nel mio ufficio durante lunghe giornate di lavoro, presentare questo primo numero della serie significa sognare, rivivere per un momento ciò che considero una delle grandi e vere passioni e forse anche vocazioni della mia vita: la montagna, la sua immensità, la sua solitudine, la costante sfida dell’uomo di fronte alle difficoltà della natura”.

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