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Un film. Ma non solo

copertina dvd Uli Biaho

Quello che ricordo molto bene è la pressione, che ad un certo punto prese al collo un sacco di persone. Non so chi, maggiormente. Ma so bene PERCHE’. Nella mia gruvierasca mente, avevo chiesto di fare un film senza interviste. Un film vero, quindi.

Ora, un film VERO presuppone che ci siano degli attori. Un copione. Diciamo operatori necessari e/o sufficienti. Un regista che magari si accorga delle derive dal copione e aggiusti in corsa. E così via.
Qui avevamo, semplicemente, una montagna spaventosamente bella e una grande impresa alpinistica, e una montagna molto meno romantica di riprese. A mettere insieme i Gbyte, non so quale delle due fosse più alta.
Ricordo che pensai, forse ce la facciamo, quando Yuri tolse la barba a Matteo in un secondo o poco più di film, perchè c’era l’incongruenza con il Matteo che diceva la frase prima e il Matteo che diceva la frase dopo, e non c’era niente di inventato, tutto era stato ripreso live, solo che in giorni di campo base capita di avviare una discussione sullo stile da seguire in parete il diciamo Lunedì, e continuarla dieci giorni dopo, e se quella discussione la vuoi mettere, perchè si è voluto mettere comunque tutto, dai minuscoli problemi ai problemi giganteschi, ecco che devi fare salti mortali quadrupli, perchè là non si recitava, c’era semplicemente Arianna che riprendeva TUTTO e quindi bastava (…) ricostruire le cose…con la conseguenza che man mano che procedevi, nel montare il film su quello che era successo, c’era da colmare buchi, vuoti, incongruenze. Senza interviste fatte a casa, settimane o mesi dopo. Era quella la sfida. Sfida che ha avuto conseguenze pure di salute, e una pila di ore dedicate francamente inverosimile e totalmente disallineata con qualunque gratificazione a posteriori. Tolse la barba frame per frame, o fotogramma per fotogramma, perchè 25fps sta per 25 fotogrammi per secondo, e grazie al cielo era una sola frase, quella da mettere.

E poi c’era quel lavoro assurdo fatto da Arianna, dieci pagine scritte a mano, fitte fitte, nella quali descriveva minuziosamente il contenuto di OGNI clip. Del tipo, 01987: Luchino si alza, cammina verso l’uscita della tenda, la apre e vede fuori che è brutto tempo, si gira e dice…intanto Silvan…” etc etc. E quindi mentre si ricostruiva il film, c’erano richieste del tipo “mi serve Luchino che si alza e va verso l’uscita della tenda”. Cose così…a pensarci, mi sembra talmente inverosimile che ci si sia messi in tre, io, Arianna e Yuri, a fare questo lavoro, che veramente abbino questo periodo ad altri in cui aprivo le vie rischiando oltre misura: semplicemente, entri in un circuito adrenalinico che bypassi un pò la ragione.
Però c’è stato anche il momento esaltante quando è arrivata la musica Balti, anzi erano due, ne sentite due, di Simone Morandotti. Non abbiamo trovato altri esempi di musica Balti composta da un occidentale, ma non credo che nessuno gli darà un premio televisivo per questo.

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Insomma si cercò di curare il dettaglio, fra l’altro Mike Guzzo​ compose una montagna di musiche, alcune delle quali poi usate nel film la Grigna dei Ragni e non in questo, e poi ci fu anche quel momento divertente quando scoprimmo, si era agli inizi, che il buon Silvan aveva ripreso durante la salita impostando nella fotocamera un effetto “speciale”. “tutto questo non è usabile”, si disse in coro. Sapete, sono quegli effetti che si mettono nelle videocamere e nelle macchine fotografiche per far divertire la gente, ma che di fatto rendono orrendo e superkitch o come cavolo si scrive il risultato. Dopo un pò di tempo, era chiaro che senza quelle riprese, c’era ben poco della salita…e poi il buon Silvan si era pure ripreso mentre descriveva live i momenti importanti, proprio come era solito fare il grande Sean Villanueva

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Così Yuri si inventò quella maschera, fatta in photoshop e poi applicata in quei momenti, che fa sembrare di guardare nel display della macchina. E lo sapete, non si può pretendere che quello che si veda nel display sia a colori perfetti…

Insomma tanti equilibrismi e siamo tutti d’accordo a dire, oggi, che questo film ha permesso a tutti di crescere come mai sarebbe stato possibile altrimenti, si dice sempre così: DOPO. Ma durante, credetemi, fu un’espiazione. Tanto che oggi mi domando, ma perchè, dopo le prime settimane, non ci si è detto, ehi, facciamo le interviste, come tutti, così è impossibile.

Beh, non ditemi che tutti voi, 3 o 4 volte nella vita, non abbiate fatto una pazzia di cui poi esserne orgogliosi. Ah, già i numeri: diciamo da Ottobre a Maggio minimo 5 ore al giorno. Beh, poi ci sono le ore di riprese di Arianna…

Matteo Della Bordella e Luca Schiera nel film dell'Uli Biaho

Il film, poi, fu selezionato da Alessandro Filippini, che all’epoca non conoscevo assolutamente, e che oggi so avere una cultura enciclopedica, anche dal punto di vista cinematografico. Essere selezionati e giudicati da persone colte e preparate è sempre un’enorme gratificazione, e questo post lo concludo con un arrivederci ad una vera e propria breaking news per molti dei film dei ragni, appunto selezionati in questo modo per…ok, a presto. Ma a tutti coloro che ci chiedono, dove possiamo vedere i film, noi che abitiamo lontano da Lecco e non abbiamo potuto venire alle vostre serate? Stay tuned, vi dico. Li potrete vedere presto, e in qualità superlativa.

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https://www.youtube.com/watch?v=Nu3tDnQ3boI

 

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