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Arrampicare a Positano

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ARRAMPICARE A POSITANO

Nei primi giorni di Marzo una “delegazione” di Ragni composta da Fabio Palma, Luca Passini, Giovanna Pozzoli e Daniele “Neno” Tavola è andata alla scoperta della costiera Amalfitana, uno dei luoghi più rappresentativi a livello paesaggistico della penisola Italiana. Si vociferava delle infinite possibilità dal punto di vista dello sviluppo nell’ambito dell’arrampicata ma nessuno di noi era mai stato a verificarlo di persona e con “occhio critico”.

 

Lo scopo del viaggio era perciò di assaggiare quello che già è stato chiodato, ma soprattutto capire in che direzione potrebbe andare un eventuale sviluppo dell’arrampicata in questa zona.

Questo è il report di Fabio.

 

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                                                       foto by Pietro Bagnara

    di Fabio Palma

 

Che fosse un posto splendido lo si sapeva, borghi come Amalfi, Ravello, Atrani, Furore, Praiano e Positano sono fra i più belli e famosi del mondo, e la costiera amalfitana è ricchissima di storia, di scorci sensazionali, di classici “scatti da cartolina”. Vi mancavo da anni, e quando frequentavo annualmente la Campania, chiedevo sempre ai miei di fare un salto in Costiera, quella combinazione di mare, vicoli strettissimi e scogliera rocciosa mi rubava il cuore.

Scogliera rocciosa, appunto. L’ultima volta che ci andai non scalavo ancora, saranno stati 15 anni fa, ma mi ricordavo che la roccia, insomma, certo non mancava e, nel frattempo, erano arrivate le prime immagini di falesia. Non ci aspettavamo, però, di trovare quello che abbiamo visto… pensiamo che il potenziale della costiera sia di assoluto rilievo internazionale, con una densità di grottoni e pareti da far impallidire Kalymnos e compagnia. Con la differenza, non trascurabile, che per quanto altre località siano tutt’altro che brutte, la costiera è, appunto, la costiera amalfitana: fra il meglio che uno possa immaginare.

Certo non in Luglio e Agosto, ma chi va a scalare al mare in quel periodo? Oddio, visto la varietà delle esposizioni, probabilmente c’è la possibilità di chiodare centinaia di tiri con sana esposizione Est o Ovest ( Nord non ricordo di averne viste, ma c’è così tanta roccia che non lo escluderei…), ma in q uei due mesi dovreste combattere con il turismo elitario che fa a pugni per una costosissima passeggiata nella piazzetta di Amalfi ( per la serie, guardare e non toccare…). Molto meglio la Primavera grazie ad una una fioritura unica al mondo, l’Autunno molto terso, il periodo di Natale (con una tradizione di presepi che, si sa, in Campania è molto sentita) o anche i miseri 4 giorni di Marzo che ci hanno visto correre da una falesia all’altra, rimanendo abbagliati dal non chiodato visto…

Fioccherebbero le Jumbo love, da queste parti. I Top avrebbero pane per decenni, per tutti gli altri cento vacanze con obiettivi vari. Noi ci siamo accontentati dei 200 tiri per ora presenti a Positano, con una menzione speciale per lo strepitoso settore Cannabis, e una puntata alla Torre Ziro ad Amalfi ( solo un settore, quello della torre, appunto, ancora praticabile. Super per panorama, normalissimo per la scalata). Osservando che soltanto a completare le pareti di Monte Pertuso si raggiungerebbe probabilmente quota 1000, il resto mancia.

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Punti deboli? La roccia intorno al buco che dà il nome a Monte Pertuso necessita di ripetizioni, soprattutto le canne hanno appoggi fragili (strano, Cannabis è 150 metri più in là e la roccia è titanica). Il parcheggio non è sempre cosa facile, in questo periodo si trova, ma  più in là? Probabilmente sì, ma forse è anche il caso di pensare al noleggio di uno scooter, arrivando da Napoli col pullman. Per girare la costiera la cosa migliore è usare le barche, che si muovono per tutti i paesi e passando per Capri e fino alla bellissima Salerno con prezzi da autobus. Si mangia bene ma non a livello di molte altre zone della Campania ( Napoletano e Irpinia in primis), dove la qualità è invece al top mondiale e dove pensi che il conto manchi di qualcosa.

Un altro punto debole, come al solito, è il tempo…il tempo di andare a vedere almeno Villa Rufolo a Ravello (panorama che stende qualsiasi straniero, facendoci godere di essere italiani), il tempo di vedere non solo il duomo di Amalfi, ma anche la sua Cappella (che chiude alle 17.45, ma se scali fino alle 18.00…), il tempo di andare a Punta Campanella e rimanere a bocca aperta per Capri, lì davanti, o per fare i 17 km che separano Positano da Sorrento (altra località che il 99% del mondo acquisterebbe), o per scendere nel fiordo di Furore, non soltanto intasato da una decina di possibili falesie da far piangere l’intera Lombardia ( pare ci siano rapaci, quindi niente da fare), ma anche proprietario di un paio di scorci da farti dire, voglio vivere qui. Per non parlare di più giri lungo il mare, con barca piccola, e non soltanto per verificare che il deep water solo, qui, farebbe concorrenza a Maiorca. Insomma, un contesto che ha molto, molto di più di quanto possano offrire altre località di arrampicata, zona di Siracusa esclusa (con Noto e i vari centri storici…). Per quanto riguarda la roccia, invece…beh, se fossimo in un altro sport e la roccia fosse un giocatore, il cosìddetto osservatore se ne verrebbe fuori concitato, più o meno, così:

 

” Presidente, ho trovato il nuovo Messi” (o Le Bron James, fate voi).

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