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15-09-2006 Wenden, Work in progress

15-09-2006 Wenden, Work in progress In 4 giorni Matteo Della Bordella, Adriano Selva e Fabio Palma hanno tracciato il primo terzo di un progetto di nuova via sulla grande parete a strapiombo (oltre 600m) che si vede il paesino di Gadmen, a sinistra dell’isolato Mahren, in Wenden. Questo il punto sul primo step dei lavori “in corso”.

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Dopo la prima esperienza di cordata insieme sulla via Variante Italia in Marmolada, salita con grande sicurezza e tranquillità, Matteo Della Bordella e Adriano Selva hanno pensato di cimentarsi insieme in apertura, su una parete che avevo individuato due anni fa e controllato proprio Matteo lo scorso Settembre.Matteo e Adriano sono due teste incredibili, si dice così, in alpinismo, quando hai autocontrollo totale in situazioni dove gli altri sono nel panico o anche semplicemente nervosi. Entrambi, fra i loro amici e compagni di scalata, sono dei veri e propri miti per la grande capacità di gestire la calma in momenti ansiosi, e in apertura avevano almeno due capolavori alle spalle, Portami Via per Matteo e Prigionieri dei sogni per Adriano.

La parete che avevo sott’occhio da due anni è il gigantesco strapiombo che si vede proprio sopra il paesino di Gadmen, quindi a sinistra del già isolato Mahren, in Wenden. Era incredibile che non ci fossero vie, lassù, mi dicevo, e infatti Matteo telefonò dalla ricognizione che c’erano ben 4 vie e due progetti. Però c’era ancora spazio, mi disse. Così telefonai ad una famosa coppia di apritori italiani perchè mi sarebbe piaciuto vederli all’opera, e intanto Matteo lasciò su, alla base dello strapiombo, due corde.

Ad un anno di distanza, siamo tornati lì, prima Matteo con Adriano, poi io e Matteo e io e Adriano. In 4 giorni abbiamo aperto sei tiri, e l’ambiente è davvero il più severo e grandioso del Wenden, quindi tra i più incredibili delle Alpi. La parete è enorme, pensiamo ben oltre i 600 metri, così non sappiamo se avremo le forze e la possibilità di arrivare fino in cima, perchè le difficoltà sembrano sempre elevate e l’avvicinamento, quasi due ore faticose, non è proprio foriero di buone intenzioni. Intanto però abbiamo iniziato, e dopo due tiri di assaggio la via è già ora sempre sostenuta, obbligatoria, su roccia da bellissima a fantastica. Siamo già passati su delle rigole verticali che pretendono un’arrampicata da fessura, e il tiro che Adriano ha aperto il giorno del suo 28esimo compleanno, quasi 50 metri sempre difficili, si candida già ora come uno dei più bei tiri di roccia del Wenden (e quindi…).

Chiodatura mai rilassante, ovvio, con due così non posso esimermi anch’io… che poi, a volte succedono cose strane: alla fine del quinto tiro, dopo un volo e decine e decine di minuti a provare e tornare indietro, nello stesso istante in cui mi dicevo “torno giù, lascio a loro due per la prossima volta”, mi sono ritrovato più in alto e ormai impossibilitato a tornare indietro. Due minuti di fiato corto e finalmente riposo, e sono cose che ti capitano così, solo in apertura, ti ripagano delle vie che non vai a fare perchè apri o dei gradi di falesia che abbandoni.
Quando finiremo proprio non lo sappiamo, dal fondo valle è sconsolante, quattro giorni e non siamo neanche ad un terzo… ma è mica necessario vedere la fine per cominciare una cosa. Carpe diem…

di Fabio Palma
Palma

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EIDERVIKINGSALICE OCCHIALIMETOLIUSFoto: arch. Ragni Lecco

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