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11-01-2011 Egger e Mermoz

torre egger time is running

Come già anticipato si sta aprendo un nuovo scenario per i Ragni in Patagonia: da una parte ci sono i due Matteo sempre alle prese con la W della Egger e dall’altra una spedizione composta da Simone Pedeferri, Lorenzo Lanfranchi e Mirko Masè che è partita con destinazione Pilastro W dell’Aguja Mermoz.

Ma andiamo con ordine, innanzitutto le notizie che arrivano dalla base della Torre Egger: ci eravamo lasciati che il 2 di Gennaio era prevista una finestra di bel tempo, che tuttavia non c’è stata, pertanto i due hanno dovuto aspettare pazientemente in truna e “osservare” la parete colpita dalle solite bufere patagoniche che tuttavia hanno lasciato un segno molto marcato, difatti al ritorno del “bello” un nuovo tentativo è stato bloccato sul nascere dalle condizioni violentemenete mutate del ghiacciaio alla base della parete.

Sembra infatti che Matteo e Matteo non siano più riusciti a raggiungere l’attacco della loro linea e la situazione dalle poche notizie in nostro possesso è abbastanza critica poichè i crepacci si sono aperti improvvisamente.

Non c’è che dire…quella che doveva essere una delle pareti meno accessibili della Patagonia si sta rivelando tale…restiamo in attesa sperando in qualche bella novità da questa spedizione o da quella diretta al Pilastro W della Aguja Mermoz partita proprio ieri dall’Italia.

Il Pilastro W dell’Aguja Mermoz ha uno sviluppo di circa 800 metri su granito molto ripido ed era già stato tentato senza successo nel 2007 proprio da Simone insieme ad Adriano Selva Mario Conti e Dante Barlascini.

mermoz

Lorenzo Lanfranchi ci aveva provato nel 2009 in un Team di cui faceva parte anche lo Svizzero Michael Pitelka, salendo per quattro lunghezze di corda ma senza ottenere lo sperato successo.

Simone e Lorenzo hanno così deciso di unire le proprie forze e con l’aggiunta della guida alpina di Milano Mirko Masè sferrare un’ulteriore attacco a questa imponenete muraglia che sino ad ora non è mai stata salita nella sua parte più repulsiva, difatti le quattro linee già tracciate sulla parete evitano l’imponente scudo che rappresenta l’obbiettivo di questa spedizione.

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