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“Qualcosa in più” su: Simone Tentori – 05-11-2012

“QUALCOSA IN PIU'” SU: SIMONE TENTORI

Questo vuole essere il primo di una serie di articoli dedicati alla squadra giovanile per approfondire la conoscenza dei suoi rappresentanti e di chi, con la sua passione fa muovere questo gruppo.

Cominciamo questa volta con Simone Tentori, quattordicenne, Lecchese doc e una passione che sta diventando sempre più evidente…sempre presente in palestra, alle gare e da un pò di tempo a questa parte sempre più interessato anche alla roccia…ma lasciamo che Simone ci dica “Qualcosa in più”…

 

Sono Simone Tentori, ho 14 anni e faccio parte della squadra agonistica di arrampicata sportiva dei Ragni di Lecco.

Da bambino qualche volta ho salito con mio padre alcune semplici vie di arrampicata, poi tre anni fa mi sono iscritto al corso di arrampicata sportiva tenuto da Matteo “Bubu” Greppi e da allora l’arrampicata è diventata il mio sport preferito.

Trascorro parecchie ore la settimana nella palestra di via Carlo Mauri; fra gli allenamenti e le gare di boulder e lead, arrampico quasi sempre su plastica, ma la mia vera passione è arrampicare su roccia, all’aperto, che sia in falesia o su una via lunga.

Per me scalare una bella linea naturale è tutto: in quei momenti riesco a provare delle emozioni incredibili che credo nessun altra attività sportiva potrebbe regalarmi.

Da diversi mesi, oltre ai libri di scuola L, la nuova guida delle falesie del lecchese è il libro che leggo e studio di più J: sfogliandola mi viene voglia di andare a scoprire le falesie dove non sono mai stato e di provare i tiri che mi sembrano i più belli ed interessanti. Nel 2012 sono andato con mio padre a conoscere diverse falesie.

Ad esempio, quest’estate, sono stato alla splendida falesia dei Campelli, sopra Abbadia Lariana. Mi è piaciuta molto, nonostante l’insopportabile caldo di inizio luglio che ci ha obbligato via via  a cambiare settori per sfuggire al sole che girava e cercare un po’ di fresco. Sono rimasto particolarmente colpito dal luogo e dalla sua posizione incantevole, ma soprattutto dalle vie. Infatti ogni tiro che ho salito era magnifico, con uno stile di scalata che passava dalle linee in placca molto tecniche e lunghe del terzo settore a quelle verticali/strapiombanti del primo e secondo settore. Molto caratteristico il sasso staccato su cui sono chiodate vie dure e molto estetiche.

A metà settembre quando c’erano ancora quei week-end molto caldi, abbiamo deciso di scalare in quota nella fantastica, anche se poco frequentata, falesia dei Lares a quota 1.800 metri, sopra il Cainallo. Le previsioni del tempo promettevano una giornata tiepida e soleggiata, ma da quando abbiamo lasciato la macchina fino al ritorno abbiamo avuto solo freddo, nebbia e cielo nuvoloso. Durante l’avvicinamento abbiamo avuto l’occasione di vedere i primi concorrenti della gara di skyrunning del Sentiero delle Grigne.

Arrivato sotto la parete mi sono meravigliato nel vedere i compatti e perfetti bombamenti strapiombanti che caratterizzano la falesia e dove sono chiodate tante vie dure, molte delle quali non ancora liberate. I tiri sono spaziali, a sinistra muri verticali a buchi e tacchette che richiedono tecnica, mentre a destra ci sono le vie più atletiche sui strapiombi marcati. In complesso è un posto molto bello anche perchè si trova ai piedi del Grignone in un ambiente alpino, isolato e selvaggio.

Simone Tentori

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