Un giro in Madagascar

La via più dura del mondo (aspettando Tommy Caldwell…),

e il fenomenale Ondra al suo cospetto

Di Pietro Dal Pra

 4 ottobre 2010.

madagascar01

 Eccoci ancora una volta riuniti sotto a Camaleon, il tiro più duro di Tough Enough.

Veniamo da tre ore di attesa dell’ombra in portaledge. Io ho sonnecchiato, Adam ha sgranato il rosario dei movimenti con occhi socchiusi e mani all’aria.

Tutto sembra tranquillo e credo che passerà al primo giro.

Comincia a scalare e scivola su, perfetto e regolare.

Traversa su rughe inverosimili, poi su dritto su finti appigli molto distanti. Il tutto non è nemmeno verticale.

Adam è perfetto.

Allunga la mano destra a prendere il primo appiglio buono, traguardo della fine delle difficoltà.

Ci arriva e comincia ad aprirsi la valvola della pressione.

Si gira verso di me che ho già il pollice in alto.

Sta cominciando a sorridere quando il buon appoggio del piede destro si sbriciola…e Adam si ritrova dieci metri più in basso…abbastanza disperato…

Ti pareva, non poteva filare tutto liscio per una volta?

Quell’appoggio se ne stava lì ancora due secondi e si proseguiva tranquilli verso la cima, verso la realizzazione di un sogno.

Invece no, Adam è di nuovo in sosta giù da me. Ci si è messa la sfortuna per rendere questa giornata “tough enough”.

Dopo un quarto d’ora di recupero riparte, ma stavolta non è perfetto, e per non tirare troppo un appiglio e risparmiare pelle cade dopo pochi metri. Altro sfogo di rabbia. Giù di nuovo.

Ma che succede?

Si è inceppata la macchina?

Infilando le scarpe per la terza volta Adam si sussurra…Now it starts to be serius…

(…)