Tre giorni

 

di grande alpinismo.

 

Il seme della follia…(fa l’albero della saggezza)”

Garhwal Indiano 23 agosto/1 ottobre 2011.

Di Roberto Delle Monache

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Sono rintanato nel tepore della tenda cucina e la mia mente è affollata da mille pensieri; continuo a fissare la fiamma della candela attraverso il vapore del mio tè. Ho dolori ovunque e continuo a pensare a quanto mi costeranno, so­prattutto questo principio di congelamento che mi morde le dita. Sono stanco, oggi pomeriggio ho dormito quattro ore, ma i miei occhi continuano a chiudersi. Ho la faccia rovinata dal sole con il naso cotto, le labbra rotte e sanguinanti.

Sono stati tre giorni massacranti ma grandiosi.

“IL SEME DELLA FOLLIA…( FA L’ALBERO DELLA SAGGEZZA)”

Ci siamo innamorati di questa linea quasi per caso, mentre facevamo su e giù trasportando al campo deposito il materiale per la via degli Spagnoli, “Im­possibile star”, che doveva essere il nostro obiettivo ma alla quale abbiamo dovuto rinunciare per via del tempo. Dopo due settimane di attesa finalmente una piccola finestra di tempo buono ci mette a di­sposizione due giorni e mezzo. Il 13 sera siamo al campo deposito dove bivacchiamo in una notte se­rena. All’una e trenta partiamo e in due ore a mezza siamo a 5160mt di quota ma è troppo presto per cominciare a salire il pendio iniziale e così decidiamo di attendere che albeggi. Alle 6.00am finalmente cominciamo a risalire un pendio lungo circa trecento metri: la prima delle quattro sezioni in cui la via può essere simmetricamente divisa. Dopo quasi due ore siamo all’attacco della seconda sezione.

In un punto a riparo da eventuali scariche posizionia­mo la prima sosta(S0), ( continua…)