Lo scorso mese di Maggio mia moglie Marisa ed io abbiamo ricevuto la grazia di un bel regalo: nostro figlio Geremia.

Se già il matrimonio aveva cambiato le nostre vite devo ammettere che comunque era nulla rispetto ad ora, e credo che molti nostri amici condivideranno questo pensiero visto che il 2013 è stato un anno molto prolifico di baby-climber.

In men che non si dica tutto viene ridimensionato e rivalutato. La scala dei valori capovolta e se prima la settimana era vissuta in funzione dell’arrampicata, con allenamenti serali e weekend arrampicatori ben programmati magari anche in prospettiva di una trasferta extraeuropea, ora si cerca di tirar 4 prese di corsa tra il numerosi impegni che casa e famiglia ci impongono e spesso con una stanchezza accumulata che non è più quella dei piramidali alla sbarra o dei circuiti al pannello.

Ci si adatta comunque, si cambiano i ritmi, gli orari e le abitudini. Con Marisa ci alterniamo nelle serate con gli allenamenti che per me ora sono un po’ più confusionali, rispetto a prima vado un po’ più a naso e senza dei programmi ben definiti, ma le serate con Geremia invece sono ormai ben cadenzate, lì si che potrei usare il cronometro: 18:30 due scodelle di pappa; alle 19:15 posso mangiare io; 20:00 cambio del pannolino, tutina e lavaggio nasino. Dalle 20:10 alle 21:00 circa si gioca con i pupazzetti, un po’ di volavola ma non troppo che ha appena mangiato, un po’ di cavallucio e pernacchie varie. 21:00 nanna con biberon di latte preso rigorosamente nel lettino altrimenti non è buono …. e poi spera che si addormenti!

L’anno scorso comunque abbiamo avuto la buona idea di affittare una casa a Filorera dividendola con una famiglia di amici (Mauro e Maria con i loro figli Luca e Marco) cosicché Marisa potesse stare con Geremia un paio di mesi al riparo dall’asfissiante afa estiva della pianura. Io li raggiungevo il venerdì sera per il weekend, magari direttamente al sasso Remenno permettendo a Marisa di tirare un po’ il fiato e, mentre lei scalava con amici sulla sud, io tentavo di fare il bravo papà alle prese con biberon e nanne ma … meno male che la mamma rimetteva i piedi a terra tra un tiro e l’altro.

E’ stata la scusa per me di rimettere i piedi in Val Masino riuscendo a far delle puntate veloci a due belle falesie estive della zona, Strombix ed il Formaggino, situate di fronte al sasso Remenno sulla sponda opposta del fiume. Queste falesie offrono un’arrampicata fortunatamente diversa da quella solita della “Valle” con tiri strapiombanti sempre all’ombra e prese più generose. Grazie all’alternarsi di diversi soci (Mauro Maccario, Marco Madama, Luca Passini ed altri papà ancora …) ho potuto scalare su bei tiri divertenti togliendomi anche qualche soddisfazione tra cui “NIENTE OLTRE IL CIELO” (8A a Strombix) assicurato da Mauro Maccario (…grande amico di vecchie imprese, una su tutte l’apertura di “SCARPETTE CHICCO” allo Scingino …), il mio centesimo tiro di grado 8!!! Piccolo dettaglio che mi è sfuggito nell’euforia del momento ma che Mauro ha colto subito organizzandomi la sera stessa una bella festa a sorpresa facendomi trovare una buona bottiglia di “CA’ DEL BOSCO couvée prestige” accompagnata da ostriche (in Val Masino??? Solo lui poteva riuscire a trovarle) ma soprattutto da un biglietto le cui parole mi resteranno sempre nel cuore.

Altro grande socio di questa annata è stato Nick (al secolo Nicola Vonarburg), un arrampicatore assai ingordo di tiri e di carote ma dal palato sopraffino quando si parla di vini e cucina. Ovvio che andare in vacanza con lui per me è una pacchia poiché mi limito a lavare i piatti, per il resto sono servito e riverito con cenette che non hanno nulla da invidiare ad un buon ristorante. L’unico problema con lui è che quando si va in un posto difficilmente ci si torna per una seconda vacanza visto che, da buon ingordo, tende ad esaurire tutti i tiri fattibili tanto da non rendere giustificabile un secondo viaggio in quel sito, quindi … fuori la paglia dal fondoschiena e se voglio chiudere un tiro lo devo fare subito.

Con lui ho visitato posti come il grottone di La Brigue (Francia, zona Col di Tenda), una bellissima falesia di calcare in prevalenza strapiombante con tiri fino a 35 metri, in ombra al pomeriggio e sempre ventilata, avvicinamento di una mezzoretta sopra un paesino da cartolina. Poi, sempre con Nick, mi sono concesso quattro giorni a san Vito lo Capo (Sicilia), ho rispolverato la grotta di Mezzegra che non visitavo da quasi un decennio, ed ho fatto un paio di puntatine alle falesie di Esino Lario e di Claro (Ticino).

Non sono mancate ovviamente le uscite sulle pareti più vicine a casa come Rancate, Valbrona e Gajum.

Con Marisa invece siamo andati alla ricerca di posti con una base comoda e spaziosa adatta alla presenza di Geremia e con un avvicinamento possibilmente breve, anche perché non ho mai avuto zaini così pieni di materiale nemmeno in spedizione. La nostra scelta è caduta su posti come Madonna della Rota, Cividate Camuno ed Onore. Proprio in quest’ultima la “mamma” ha di recente chiuso con soddisfazione il suo primo 7A post parto. Ma a parte questo, devo dire che abbiamo scoperto un modo diverso di vivere le giornate in falesia, una realtà più “familiare” ed anche più collaborativa, specialmente con gli amici, che sono adesso una presenza ancora più importante ed indispensabile per la riuscita di una giornata in cui il nostro ruolo di arrampicatore e di genitore si alternano ripetutamente. Giornate in cui la tensione, la brama, la gioia o la delusione per un tiro ambito vengono ora stemperate e minimizzate dai sorrisi di Geremia, dalla sua voglia di coccole, dalla sua curiosità per ogni sasso o foglia che vede, dalla pace delle sue nanne, dalle risate divertite dei nostri amici che si alternano nel curare e nel giocare con questo piccolo grande “gnomo da falesia”.

E’ ovvio che ora non potrò più avere tutto il tempo e la libertà di girare per il mondo come prima, ma forse non me la sentirei più nemmeno, credo che sia finita una stagione e ne sia iniziata un’altra: la brama di “imprese” che fino a qualche anno fa era padrona del mio animo ed il bisogno di dimostrare non solo a me stesso ma anche agli altri che, pur essendomi infilato in mezzo a tanti nomi illustri e blasonati, meritavo quel maglione rosso, sta ora svanendo, si è molto sbiadita lasciando il posto ad un semplice desiderio di giornate di pace, in compagnia di buoni amici e buona roccia. Comunque la passione per l’arrampicata resta e credo che l’importante per me sia riuscire a ridimensionare i miei obbiettivi in funzione delle mie nuove possibilità, accontentandomi (e non rassegnandomi) di quel che verrà poiché, non dimentichiamocelo, per ciascuno di noi poter scalare è innanzitutto NON un bisogno, NON uno stile di vita, MA una benedizione, un regalo che la vita (o Dio per chi crede) ci concede, e basta guardarci attorno ogni giorno per capire e ricordarci che non è per nulla una cosa scontata.

Le mie realizzazioni di quest’ultimo periodo non hanno sicuramente, in termini assoluti, un valore degno di nota, nel senso che non sono certo paragonabili alle grandi imprese compiute da tanti miei amici Ragni in giro per il mondo o anche sulle pareti di casa, e non possono quindi portare grande lustro al nome del gruppo, anche perché oggigiorno in arrampicata sportiva si parla di ben altri gradi anche all’interno del Gruppo Ragni stesso, ma a livello puramente personale ritengo di aver trascorso una buona annata, sicuramente migliore di quanto mi aspettassi. Ho deciso quindi di scrivere queste poche righe per rendevi comunque partecipi, in primis perché tutti voi mettete in quel che fate il mio stesso impegno, ciascuno con le proprie capacità, possibilità ed ambizioni. Ma poi anche perché mi piace pensare a queste piccole “imprese” come a dei granellini di sabbia che vanno a riempire gli spazi vuoti di un vasetto già pieno di sassi ben più grossi ed importanti.

In conclusione, credo di aver capito che qualsiasi scelta si faccia nella vita ne esclude per forza un’altra e presenta comunque un conto che o prima o dopo andrà pagato.

Io sono contento della scelta che ho fatto e posso dire di avere la famiglia che ho sempre voluto: una bella moglie con la quale condivido la passione per l’arrampicata, un bel bimbo simpatico e sempre sorridente ed un cagnone mansueto che presto diventerà il suo compagno di giochi, non appena Geremia sarà abbastanza “robusto” per poter reggere le amichevoli zampate di Milo. Certo questa scelta ha avuto un costo sulla mia libertà personale ma, come recitava un famoso spot pubblicitario ….

… parare il tuo bimbo di 11 mesi mentre gattona sul suo primo boulder NON HA PREZZO!

 

 

ALCUNE REALIZZAZIONI DELL’ULTIMO ANNO

  • APNEA (8A) nella falesia di Claro (Svizzera)
  • BAMBO’S (8A) e IL NUTRIZIONISTA (8A+) nella falesia di Rancate (Svizzera)
  • SBUFFALO BILL (8A+) nella falesia di Esino Lario (LC)
  • KUNDALUNA (bellissimo 7C+) nella falesia del Formaggino (Val Masino – SO)
  • NIENTE OLTRE IL CIELO (8A), SUPER PORCOBALENO (8A+) e JELLY FISH (8A+) nella falesia di Strombix (Val Masino – SO)
  • LE GRAND INQUISITORE (8A) al grottone di La Brigue (Francia)
  • LA BANANA (8B) nella falesia di Valbrona (CO)
  • MEGA DAVE (7C+/8A) nella falesia di Crown of Argon (San Vito lo Capo, Sicilia)
  • CRIS.TO (7C+/8A) nella falesia di Calamancina (San Vito lo Capo, Sicilia)
  • IMPACT (8B) e PSYCHO KILLER (8B) alla grotta di Mezzegra

Un doveroso ringraziamento a ADIDAS, SKYLOTEC e ….

… alla dottoressa Mirella De Ruvo per avermi rimesso in sesto dall’ennesimo infortunio …

…. Ed a tutti i nostri amici-compagni-climbers-babysitter come Stefano, Marta, Fabio, Nick, Mauro