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Da sinistra: Luca Schiera  e Matteo De Zaiacomo

Da sinistra: Luca Schiera e Matteo De Zaiacomo

Mentre Luca Schiera e Matteo “Giga” De Zaiacomo se ne andavano su e giù per le pareti del Kirghizistan noi aspettavamo impazienti un qualche aggiornamento sulla loro spedizione modello ultraleggero.

C’era curiosità di avere notizie sulle salite fatte, ma anche un po’ di apprensione nel pensare che in fondo si tratta di due ragazzi giovanissimi alle prese con montagne remote in un paese che la maggior parte di noi non saprebbe neppure individuare sulla carta geografica.

Certo, Luchino in questi anni si è fatto una bella esperienza di spedizioni extraeuropee, ma Giga è solo all’inizio della sua carriera alpinistica (è uno dei talenti scoperti dall’Academy dei Ragni) e poi il Kirghizistan non è proprio un posto tranquillo, basti pensare a quello che è accaduto a Caldwell qualche anno fa, quando con i compagni venne preso come ostaggio dai ribelli in lotta contro il governo di Biškek…

Possibile che con tutta la tecnologia oggi disponibile i due non trovino il tempo e i mezzi per farci arrivare almeno un sms?

Eh sì, possibile, possibilissimo visti i ritmi con cui Luchino e Giga hanno gestito il tempo a loro disposizione, portandosi a casa una sequenza di salite davvero impressionante.

Quanto questi giovinastri si siano dati da fare lo abbiamo scoperto, puntata dopo puntata, grazie ai bellissimi report che Luca sta inserendo nel suo blog.

Vale la pena di puntualizzarlo, perché, dopo le emozioni del racconto e delle foto spettacolari, è giusto che si cominci a considerare anche il valore delle cose fatte.

In apertura sulla via Atlantide

In apertura sulla via Atlantide

Arrivare in una valle sconosciuta, metter giù la tenda e – giusto il tempo di dare una sbinocolata alla parete – aprire una via nuova di 10 tiri, a vista, in stile leggerissimo e su difficoltà tutt’altro che banali è già segno che un po’ di pelo sullo stomaco i ragazzini se lo sono fatto crescere (report dell’Apertura della via Atlantide).

Poi di nuovo “all’attakken!” per due tentativi sullo spigolo della Central Pyramid, sempre a caccia della libera e dello stile migliore (report dei tentativi sullo spigolo della Central Pyramid).

Infine (o quasi, visto che nei prossimi giorni Luca si prepara a sfornare un nuovo post dedicato alla fase conclusiva della spedizione) la ripetizione velocissima della superba Pereströika Crack (probabilmente la più veloce fino ad oggi, frutto di una tattica decisamente audace ma efficacissima). Qui Luca è riuscito a centrare la libera di una delle linee di fessura più belle del mondo, che ha entusiasmato e fatto sognare tanti fuoriclasse della scalata come Lynn Hill, Nina Caprez e Stephan Siegrist (report della salita di Pereströika Crack).

Sulle magnifiche fessure della Perestroika Crack

Sulle magnifiche fessure della Perestroika Crack

Siamo assolutamente orgogliosi di quanto Luchino e Giga hanno saputo fare e riteniamo che con questa spedizione abbiano confermato il loro talento fuori dal comune e, soprattutto, una visione dell’alpinismo che rappresenta la degna evoluzione della storia e dei valori che il Gruppo Ragni vuole portare avanti.