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Il 2017 ha segnato una tappa importante per il progetto Academy dei Ragni di Lecco, che quest’anno è ripartito alla grande, con tantissime richieste di adesione e dieci giovani, promettenti, alpinisti ammessi alla partecipazione e coinvolti in un percorso di formazione impegnativo ed entusiasmante.

A breve le attività riprenderanno con le uscite dedicate all’arrampicata su ghiaccio, nel frattempo il Ragno Matteo Piccardi, uno dei responsabili del progetto, ci racconta l’attività svolta in questi mesi:

“Dopo le giornate di selezione dove sono stati valutati positivi 10 ragazzi sui 13 candidati, il progetto ha preso il via nel mese di maggio in val Masino con le giornate di formazione per quanto riguarda i materiali, ancoraggi, soste e progressione della cordata.

In queste giornate abbiamo dato il corretto imprinting ai ragazzi per poi poter andare a lavorare sui vari terreni con uno standard di sicurezza e un linguaggio condiviso: posizionamento degli ancoraggi, realizzazione della sosta su terreni d’avventura, gestione della cordata, manovre varie.

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Riprendiamo l’attività, con il modulo roccia in Dolomiti il 21/22/23 luglio, per la maggior parte è la prima volta tra le crode, ma dopo una prima giornata di rodaggio, i ragazzi si danno un gran da fare. In questo modulo abbiamo coinvolto due Guide esterne al gruppo, ma di grande esperienza e carisma, Claudio Migliorini e Andrea Tocchini.

Abbiamo scalato nel gruppo del Catinaccio e del Sella su itinerari alpinistici classici, da ricercare, da proteggere e da gestire.

Quello che emerge è che questi ragazzi hanno bisogno di muoversi su terreni anche non difficili ma che presentino tutte le problematiche di un itinerario di ricerca. Vanno più sul duro ma chiodato che sul facile ma da cercare e dove logica e intuito alpinistico sono fondamentali. Ma è naturale essendo tutti giovanissimi e avendo esperienza pari a zero se non su vie sportive.

Riprendiamo le attività il 18/19/20 agosto con quello che sarebbe dovuto essere il modulo di alta montagna, ma la meteo inclemente non ci lascia altra scelta che la Val Masino.

La prima giornata la dedichiamo a tutto il lavoro di progressione su ghiaccio (terreno classico) alla movimentazione della cordata su ghiacciaio e manovre di autosoccorso. Cornice di questa prima giornata è il ghiacciaio del Morterasch in Engadina. Grande entusiasmo da parte di tutti i ragazzi, che hanno sicuramente messo a fuoco il fatto che, anche se si è dei climber puri, magari saper camminare con i ramponi e sapersi legare su un ghiacciaio non guasta.

La seconda giornata diluvia e grazie a Giovanni Ongaro riusciamo a tirar fuori dal cilindro una bella sventagliata di trucchi per salire in artificiale al Sasso Remenno. Una giornata comunque molto formativa e proficua. L’ultimo giorno restiamo in Val di Mello e ci dividiamo su vari itinerari più o meno difficili dove mettere in pratica nuovamente le varie malizie apprese in queste giornate.

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Ora il percorso formativo riprenderà nelle prossime settimane con la formazione su cascate di ghiaccio.

Lavorare con dei giovani motivati e desiderosi di crescere è sempre un grande onore e una grande possibilità!

Nel frattempo i ragazzi non sono stati con le mani in mano e si son dati da fare salendo vie di tutto rispetto, legandosi già anche ad altri membri del gruppo e ampliando i loro orizzonti!

Direi che ad oggi l’esperienza è veramente positiva, ci sono ancora tanti margini di miglioramento, ma la direzione da seguire per il futuro non può che essere questa.

In tutto questo voglio ringraziare chi ha reso possibile tutto questo: il Consiglio direttivo del Gruppo Ragni della Grignetta che ha creduto nella validità del progetto, i colleghi Guide Alpine che si sono impegnati per trasmettere il più possibile a questi dieci meritevolissimi ragazzi, Il direttore della Scuola di Alpinismo “Ragni della Grignetta” e il Presidente del Cai Lecco che si sono adoperati affinché tutto fosse in ordine a livello legale e assicurativo, i dieci alpinisti in erba che si sono messi in gioco in questo percorso.

Ma soprattutto un grandissimo ringraziamento va a tutto il Gruppo Ragni della Grignetta, faro di un alpinismo che è tutt’altro che morto! Esempio per tantissimi ragazzi e, perdonate l’esagerazione, Mito!“.